Pronto soccorso, solo due medici in servizio

16 Luglio 2022

Ospedale San Pio. I sindaci del Vastese tornano a chiedere di potenziare il reparto nel presidio di Gissi

VASTO. Un ciclista investito sulla riviera, un malore per problemi cardiaci, incidenti domestici, coliche e poi gli infortuni stagionali. Centinaia i pazienti che ieri hanno chiesto aiuto al Pronto soccorso dell'ospedale San Pio di Vasto. Utenti di Vasto, ma anche di Lanciano (che a sua volta soffre per la carenza di medici) e del Molise. A doversi occupare di loro ieri c'erano solo due medici. La situazione pare non sia destinata a migliorare a breve. I contagi della variante Omicron del Covid stanno decimando il personale sanitario. Al San Pio la situazione è drammatica. Inevitabilmente si allungano le liste d'attesa.
La carenza di postazioni mediche sulla riviera hanno peggiorato la situazione. Gli operatori sanitari non nascondono di essere molto preoccupati per quello che accadrà ad agosto e in particolare in occasione del Jova Beach Party.
I sindaci del Vastese interno tornano a suggerire alla Asl di dividere il lavoro del Pronto soccorso di Vasto con il Punto di primo intervento di Gissi. Sia per il sindaco di Vasto, Francesco Menna, che per il collega di Gissi, Agostino Chieffo, potrebbe essere una valida soluzione per alleggerire il lavoro dei medici del San Pio e ridurre i disagi per i pazienti in attesa di ricevere le cure. Delle patologie meno gravi potrebbe occuparsi Gissi. Vasto potrebbe occuparsi con più calma dei codici gialli. I codici rossi vengono mandati a Chieti e Pescara ma il primo intervento viene fatto dal 118 o dai medici del Pronto soccorso vastese.
Ogni giorno il Pronto soccorso di Vasto conta almeno 100 interventi. L'assessore regionale Nicoletta Verì sta cercando una soluzione. La caccia a medici e infermieri tuttavia non ha prodotto risultati. Nessuna assunzione all'orizzonte. Eppure il pronto soccorso è il punto di riferimento di 40mila abitanti e altrettanti turisti.
Il consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5S) e tanti altri politici, sono intervenuti più volte sul problema invocando soluzioni. La Asl però sembra impotente davanti ad una situazione che, complice la pandemia, diventa ogni giorno più complicata. (p.c.)
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