Protesta con gli striscioni prima del fatidico sì

12 Maggio 2015

Spuntano Febo, D’Aloisio, Di Monte e le frasi Becci bagnino e Chieti protagonista Alla fine tutti felici e contenti come se nulla fosse accaduto nei giorni scorsi

CHIETI. La protesta contro la fusione, o almeno contro tempi e modi con cui si è deciso di attuarla, è iniziata in maniera del tutto inattesa. Prima dei candidati sindaco chiamati a raccolta da Luigi Febo, è arrivato un gruppetto di ragazzi che ha appeso davanti alla sede dell’ente camerale, all’ex Foro Boario, un lungo striscione con su scritto: “Becci bagnino Chieti protagonista”. Il gruppo non ha voluto firmarsi, preferendo che la protesta rimanesse anonima. Essendo “Chieti protagonista” uno degli slogan utilizzati in campagna elettorale dal sindaco, Umberto Di Primio, abbiamo chiesto loro se il riferimento fosse lui, ma hanno risposto con un secco no. Lo slogan viene anche utilizzato dalla tifoseria neroverde, ma a smentire che un accostamento al calcio sono arrivati altri ragazzi che hanno detto di parlare a nome della curva. Alla fine sono arrivati pure i poliziotti della Digos e il lungo striscione è sparito. Era ancora al suo posto, però, quando sono giunti i tre candidati sindaci che avevano chiesto di posticipare la delibera di fusione almeno a dopo il risultato delle elezioni amministrative. Insieme a Febo e a diversi suoi sostenitori c’erano anche il candidato sindaco della lista civica “Rinnoviamo Chieti”, Roberto Di Monte, e quello di Noi con Salvini, Antonello D’Aloisio. Mancavano due degli altri firmatari dell’appello lanciato da Febo: Bruno Di Paolo e Donato Marcotullio. Anche per il gruppo dei candidati lo striscione è stata una sorpresa: qualcuno lo ha trovato subito divertente, qualcun altro, invece, non lo ha capito. Ad accogliere Febo, D’Aloisio e Di Monte è stato il presidente Di Vincenzo in persona. Di Vincenzo si è chiuso in una stanza con loro per una decina di minuti per un colloquio in privato. Al termine del quale non c’era più aria di protesta e tutti sembravano aver raggiunto i propri obiettivi. «Abbiamo chiarito», ha spiegato il presidente al termine dell’incontro, «che oggi non si fa la fusione, ma si avvia il processo che, tempo 12 o 18 mesi, porterà alla fusione. E questo processo vedrà protagonista anche la futura amministrazione comunale». Molto più netto, però, nell’esprimere lo stesso concetto, il presidente è stato qualche momento più tardi, in seno al Consiglio camerale, quando ha parlato di «momento storico» perché dopo 151 anni si votava la «fusione con Pescara». Modi di esprimersi a parte, al termine del colloquio chiarificatore, tutti hanno espresso soddisfazione: sia Di Vincenzo, che non ha dovuto fare passi indietro, sia i candidati sindaco che si sono detti rassicurati sul fatto che la delibera segna solo l’avvio del percorso di fusione e che la sede resterà a Chieti e anche che la nuova dicitura sarà “Camera di commercio Chieti Pescara”.