Protesta sul Corso per l’acqua «Non possiamo vivere così»

I residenti dello Scalo manifestano sotto il Comune, il sindaco promette un incontro con l’Aca E, alla fine del presidio, nelle case i rubinetti non sono più a secco: «Servono lavori programmati»
CHIETI. Mascherine e cartelli di protesta davanti al Comune per la mancanza d’acqua allo Scalo. È andata in scena così la protesta dei residenti di Chieti Scalo che, seguendo le regole anti-contagio dettate dalla questura che ha autorizzato la manifestazione, si sono presentati ieri mattina in corso Marrucino. Il sindaco Umberto Di Primio ha deciso di ricevere i residenti in Comune. Ma non ha permesso al Centro di seguire la riunione, nonostante i manifestanti avessero chiesto alla nostra testata di prendervi parte. Alla termine dell’incontro i cittadini hanno ottenuto due importanti risultati: la riunione a tre - Comune, Aca e residenti – promessa dal sindaco e il ritorno inaspettato dell’acqua nelle zone dove mancava da circa tre settimane. Già nel corso dell’incontro, infatti, l’assessore Raffaele Di Felice ha avuto contatti con Aca che evidentemente hanno avuto buon esito. «Siamo contenti per essere stati ricevuti dal sindaco», ha detto Elda Capriotti, una delle organizzatrici della manifestazione, «ma certo non molliamo. Adesso aspettiamo l’incontro con l’Aca, da cui vogliamo sapere qual è effettivamente la situazione e quali sono i tempi per vedere avviati i lavori promessi».
L’Aca, attraverso il responsabile dell’ufficio teatino Emidio Di Nardo, aveva promesso infatti un intervento per collegare il serbatoio di Madonna della Vittoria con la rete idrica scalina. L’intervento, che Di Nardo dice essere già in fase d’appalto, dovrebbe ridare finalmente più acqua alla parte bassa della città. Non solo, due giorni fa sono anche partiti i lavori in strada di Fosso Paradiso, dove Assunta Ronca, un’altra delle organizzatrici della manifestazione, da una ventina di giorni era rimasta senza un filo d’acqua, se non qualche goccia sporadica. La donna, esasperata, aveva iniziato a postare video su Facebook in cui ogni giorno, alla mattina e alla sera, mostrava il rubinetto da cui usciva per lo più solo aria. Ieri, tornata a casa dalla protesta, ha visto improvvisamente riuscire un filo d’acqua dal rubinetto.
«Noi non siamo contro nessuno, non cerchiamo scontri ma soluzioni», ha detto Gianluca Scquicciarini, un altro manifestante, «abbiamo voluto organizzare una protesta civile dalla quale abbiamo tenuto fuori qualsiasi rappresentante politico. Perché non vogliamo che la nostra manifestazione venga confusa con la campagna elettorale. D’altronde eravamo in protesta anche nel 2017, ben lontano dalle elezioni, quando il sindaco promise un nuovo serbatoio per risolvere i problemi dello Scalo, poi mai realizzato. Non pretendiamo che il problema si affronti dall’oggi al domani, ma chiediamo una programmazione concreta. Sappiamo che l’Aca ha preso in gestione una rete colabrodo, ma vogliamo che il problema venga comunque affrontato. Chiediamo inoltre che in caso di emergenza, come quella di strada Fosso Paradiso, si faccia subito qualcosa, come ad esempio l’invio di autobotti».

