Protestano i pensionati «Il governo non alzi le tasse»

CHIETI. «Il governo non faccia cassa con i pensionati e non penalizzi milioni di persone». Ieri mattina decine di anziani della provincia di Chieti hanno protestato davanti alla prefettura contro l’«i...
CHIETI. «Il governo non faccia cassa con i pensionati e non penalizzi milioni di persone». Ieri mattina decine di anziani della provincia di Chieti hanno protestato davanti alla prefettura contro l’«ipocrisia» della legge di bilancio che sottrae 2,5 miliardi di euro intervenendo nuovamente sull’adeguamento delle pensioni all’inflazione.
Scrivono Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil con i segretari Alessia Antenucci, Agostino Cicolini e Antonio Cardo: «La volontà dell’esecutivo di modificare il meccanismo di indicizzazione delle pensioni sarebbe un atto di imperio insopportabile e profondamente ingiusto, nonché un clamoroso passo indietro rispetto agli impegni assunti dal precedente governo che aveva stabilito il ritorno, dal primo gennaio, a un meccanismo di rivalutazione che fosse in grado di tutelare il potere d’acquisto dei pensionati italiani».
Quello che si profila, dunque, «non è altro che l’ennesimo furto alle pensioni medio-basse». I sindacati ricordano come «già altri governi, negli ultimi anni, abbiano seguito questa strada. Non vediamo quindi quel tanto sbandierato cambiamento, ma il reiterarsi di decisioni sbagliate e punitive verso una fascia di popolazione che avrebbe piuttosto bisogno di essere aiutata e sostenuta». Qual è il rischio? «I pensionati», insistono Cgil, Cisl e Uil, «saranno ancora una volta penalizzati. A differenza di quanto previsto, infatti, non verrà ripristinata la rivalutazione delle pensioni secondo i meccanismi più equi della legge 388 del 2000, ma interverrà un nuovo sistema di riduzione della perequazione per gli assegni superiori a 1.500 euro lordi al mese: così il governo conta di ricavare buona parte dei risparmi per finanziare le altre misure promesse. E questo è inaccettabile». (g.let.)
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