Province, la Regione snobba l’incontro

Vertice a Chieti su dipendenti da tagliare e bilanci in rosso, ma Lolli manda un sostituto
CHIETI. Le Province chiedono fondi aggiuntivi e chiamano all’appello la Regione sulla riforma Delrio. Ma la Regione fa spallucce. Ieri da Chieti è partita la nuova richiesta d’aiuto, a raccoglierla, però, nell’incontro convocato nella sala consiliare della Provincia teatina, c’era solo uno sparuto drappello di consiglieri regionali e nessun esponente della giunta. I consiglieri presenti erano, infatti, Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri di FI, Lucrezio Paolini dell’Idv, Lorenzo Berardinetti e Maurizio Di Nicola del Pd, quest’ultimo presidente della Commissione bilancio. Il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, aveva mandato in suo vece, ma solo come uditore, l’ex presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis. I quattro presidenti delle Province c’erano invece tutti, dal pescarese presidente dell’Unione delle province abruzzesi, Antonio Di Marco, al padrone di casa Mario Pupillo, Antonio De Crescentiis per L’Aquila e Renzo Di Sabatino per Teramo. C’erano anche i due consiglieri provinciali dell’Aquila, Felicia Mazzocchi, e di Chieti, Tommaso Coletti.
Il compito di entrare nel dettaglio tecnico è stato lasciato al dirigente della Provincia teatina, Giancarlo Moca. La fotografia scattata da Moca è a dir poco drammatica. Le quattro Province non riescono a chiudere i bilanci (questo tra l’altro fa sì che molte attività siano bloccate nonostante i fondi a disposizione ci siano), a livello amministrativo si sfiora il caos, metà dei 1.428 dipendenti provinciali non si sa dove andranno a finire, servizi che non possono essere più garantiti, neanche quelli delle funzioni fondamentali che restano agli enti provinciali, come sanno bene gli abruzzesi che percorrono le strade provinciali e come capiranno bene da settembre alla riapertura delle scuole.
L’appello alla Regione è quello di approvare subito il riordino delle funzioni provinciali. Di dare certezze sulle risorse umane. E soprattutto di far arrivare fondi aggiuntivi: per la sola viabilità c’è bisogno almeno di 10 milioni di euro per ogni provincia. Infine si è auspicato un discorso organico su quelle che saranno le funzioni di area vasta, come acqua e rifiuti, che potrebbero essere passate alle Province. A patto, però, di chiudere gli enti doppioni. (a.i.)

