Provincia, autovelox dinamico I giudici: le multe sono giuste
CHIETI. I giudici di pace di Chieti respingono i ricorsi presentati da 4 automobilisti che erano stati multati con l’autovelox dalla polizia provinciale. Lo sottolinea l’amministrazione provinciale...
CHIETI. I giudici di pace di Chieti respingono i ricorsi presentati da 4 automobilisti che erano stati multati con l’autovelox dalla polizia provinciale. Lo sottolinea l’amministrazione provinciale di Chieti, patrocinata dall’avvocato Veronica Imparato del foro di Pescara, «che ha finora portato a casa un risultato decisivo su due eccezioni sollevate dalla generalità dei ricorrenti che riguardano le coordinate Gps e la preventiva segnalazione del dispositivo. In sostanza, tutti i giudici interpellati hanno sostenuto che le coordinate geografiche consentono di individuare con esattezza il punto dove è avvenuta la violazione. Il contravventore può agevolmente identificare il luogo della violazione commessa attraverso programmi o applicazioni gratuiti, come tipo Google Maps o Google Earth. In relazione alla mancata segnalazione, si sono tutti uniformati alla direttiva del ministero dell’Interno del 6 marzo del 2018 sul corretto utilizzo dei dispositivi Scout Speed, in base al quale la segnalazione dei dispositivi che consentono accertamenti dinamici non devono essere preventivamente segnalati, proprio per la tipologia dell'accertamento». Secondo la Provincia, «il dispositivo, pur essendo dinamico, è sempre stato segnalato sia mediante cartelli verticali sia mediante lo stesso mezzo di servizio sul quale è installato un led che riporta la dicitura luminosa "controllo dinamico"». Nella stessa direzione, aggiungono dalla Provincia, vanno gli esiti dei 14 ricorsi presentati in Prefettura. Il presidente della Provincia Mario Pupillo commenta: «Noi non facciamo cassa con le multe e sono stato sempre sereno sulla legittimità dell’operato della polizia provinciale per tutelare la sicurezza stradale. Le pronunce favorevoli ne sono la conferma e anche laddove attendiamo l’appello siamo fiduciosi».

