Provincia, il giorno dello scrutinio Oggi i nomi dei 12 nuovi consiglieri

Chiuse le urne per il rinnovo dell’assemblea: hanno votato in 858 su 1.249, con un’affluenza del 68,7% Il presidente Menna: «Occorre ritornare al suffragio universale, devono essere i cittadini a scegliere»
CHIETI. Si sono chiuse ieri sera alle 20 le votazioni per il rinnovo dei dodici consiglieri della Provincia di Chieti in carica per i prossimi due anni. Stamattina alle 8 parte lo scrutinio e domani, alle 10, ci sarà la proclamazione ufficiale degli eletti. In 858 su 1.249 ieri si sono recati alle urne per esprimere la loro preferenza tra i 24 candidati in lizza. Due le liste candidate: una di centrodestra denominata “La Provincia che vogliamo” e l’altra di centrosinistra “Insieme per la Provincia”. L’affluenza della giornata alle urne è stata del 68,7%, con il picco in serata, registrando un incremento del 4,2% rispetto alle scorse elezioni del 2019 (l’affluenza era stata del 64,5%).
Ieri, dall’apertura dei seggi alle 13, hanno votato in 277; dalle 13 alle 17 in 285 e nelle ultime tre ore sono stati 296 a presentarsi alle urne. Dati alla mano: hanno votato 521 amministratori dei 79 Comuni fino a 3mila abitanti, 120 dei 12 fra 3.001 e 5mila abitanti, 59 dei 5 Comuni fra 5.001 e 10mila abitanti, 78 dei 5 fra 10.001 e 30.000 e 80 dei 3 Comuni con popolazione superiore a 30.001. Sono stati chiamati al voto gli amministratori dei 104 Comuni della Provincia: i consiglieri verranno scelti con il sistema del “voto ponderato”, cioè i centri con maggiore popolazione avranno maggiore peso. In mattinata, poco dopo le nove, è arrivato al seggio il presidente della Provincia, nonché sindaco di Vasto, Francesco Menna, che resta in carica altri due anni. «È una Provincia che vive una stagione di grandi riforme», ha detto Menna dopo essere uscito dal seggio, «e che viene vista come ambito territoriale ottimale per l’erogazione di beni e servizi pubblici essenziali per garantire equità ed efficienza. Abbiamo dimostrato di essere l’ente intermedio che ha appaltato il Pnrr nonostante una riduzione organica del meno 68% di dipendenti. L’unico punto di debolezza sono le risorse finanziarie che mancano, ci sono tagli del governo su funzioni fondamentali come la votazione diretta». Una votazione su cui il presidente Menna richiama la necessità. «Bisogna riportare il suffragio universale», continua, «i cittadini devono scegliersi i propri rappresentanti, sia il presidente che i consiglieri provinciali e i propri deputati. Mai più listini ed elezioni di secondo grado ma ci vuole una rappresentanza politica che è fatta anche di responsabilità ai territori».
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