Puddu ricorre al Tar per riprendersi la piscina

31 Gennaio 2016

L’ex gestore dichiara guerra al Comune. Teate Servizi è pronta a rispondere Visini svela: «Filtri pieni di polvere, ecco come abbiamo trovato gli aeratori»

CHIETI. Un ricorso al Tar Pescara contro la risoluzione del contratto imposta dal Comune che deve avere dalla società sportiva utenze e canoni di gestione non pagati negli ultimi tre anni per 500 mila euro. Finisce a carte bollate il contenzioso tra l’amministrazione comunale e il vecchio gestore dello stadio del nuoto, la Teate Splashing. La società sportiva del presidente Gianfranco Puddu, difesa dall’avvocato Sabatino Ciprietti, venerdì, ovvero un giorno prima che scadessero i termini di legge, ha depositato il ricorso chiedendo la sospensiva della risoluzione contrattuale deliberata, per gravi inadempienze, dal Comune. Che, ad inizio dicembre, ha dato le chiavi dell’impianto sportivo, con risultati lusinghieri finora, alla Teate servizi.

Il presidente della società comunale, Valerio Visini, e il direttore, Luciano Iezzi, ieri mattina, accompagnati dal consigliere comunale dell’Udc Marco Russo, ex assessore allo sport, si sono precipitati in piscina per incontrare gli istruttori, contenti del nuovo corso e preoccupati dall’imminente battaglia legale che l’ente intraprenderà con il vecchio gestore. «Il nostro impegno sulla piscina è stato e resterà massimo. In meno di due mesi- spiega Visini- abbiamo incrementato il numero degli iscritti del 10%, abbiamo contrattualizzato tutti i lavoratori che operano nella struttura ed eseguito lavori per oltre 15 mila euro finalizzati alla riqualificazione degli ambienti ed alla loro pulizia come non si faceva da tempo. Siamo convinti di essere nel giusto».

GLI IMPIANTI DI AERAZIONE. Sono l’emblema dell’incuria che, a detta del Comune e di molti utenti che frequentano lo stadio del nuoto cittadino da anni, regnava con il precedente gestore. «Era un anno e mezzo che i filtri non venivano cambiati quando la sostituzione deve essere fatta, per legge, ogni sei mesi. Noi- afferma Visini- abbiamo provveduto a firmare i contratti con l’impresa specializzata nel settore che sta già intervenendo».

Preso fiato, Visini mostra con orgoglio anche i risultati, datati 30 gennaio, sulla qualità dell’acqua della piscina teatina che è passata da 27 gradi a 28,5 gradi di temperatura assecondando, così, le richieste degli utenti. «E’ più che limpida- dice Visini- e si può quasi bere. Ora l’acqua è monitorata da controlli giornalieri e mensili senza dimenticare quelli istituzionali».

IL NUOVO CORSO. Gli iscritti, in appena due mesi, sono aumentati e adesso sfiorano le mille unità. «Al nostro arrivo c’erano complessivamente 900 iscritti tra la scuola nuoto, l’agonismo e l’acquagym. Il numero continua a crescere di settimana in settimana- riprende Visini- e, da lunedì, torneranno a nuotare anche 15 atleti master emigrati altrove nell’ultimo anno e mezzo».

I lavoratori contrattualizzati da Teate servizi sono 30 tra istruttori (12), bagnini (7), operatori fitness (7), addetti sala pesi (2) ed esperti in impianti tecnologici (2). «A questi bisogna sommare- aggiunge Visini- tre amministrativi impiegati in segreteria e 5 addetti alla pulizia voluti con forza dalla nostra società».

IL TAR. Si pronuncerà tra il 19 e il 26 febbraio valutando la richiesta di sospensiva della risoluzione contrattuale avanzata della Teate Splashing. Che, per avvalorare le sue tesi, ha denunciato nel ricorso come non ci fossero gli estremi della risoluzione contrattuale rimarcando una serie di investimenti strutturali eseguiti negli ultimi tre anni nella piscina per 1,3 milioni di euro.

«Siamo di fronte ad un tentativo di mettere in difficoltà un servizio pubblico- attacca Russo- dopo che la piscina è tornata alla città ed ha di nuovo instaurato rapporti virtuosi con l’università e con le scuole del territorio». La prossima settimana Comune e Teate servizi si incontreranno per valutare la strategia difensiva.