Pugnalato davanti ai locali della movida: Cipressi chiede 150mila euro di danni

21 Ottobre 2020

CHIETI. Chiede un risarcimento danni di 150mila euro Christian Cipressi, il giovane di 26 anni accoltellato nel 2017 di fronte al pub Bros di Chieti Scalo. Ieri mattina, davanti al tribunale...

CHIETI. Chiede un risarcimento danni di 150mila euro Christian Cipressi, il giovane di 26 anni accoltellato nel 2017 di fronte al pub Bros di Chieti Scalo. Ieri mattina, davanti al tribunale presieduto da Guido Campli (giudici a latere Maurizio Sacco e Chiara Di Gerio), è iniziato il processo nei confronti dei due aggressori: Luigi Coppola, 23 anni di Scafati (Salerno), e Carmine Gallo, 26 anni di Torre Annunziata (Napoli), entrambi detenuti per altra causa, sono accusati di tentato omicidio aggravato. Christian Cipressi, assistito dall’avvocato Luca Pellegrini, è il fratello di Emanuele, che qualche mese prima delle pugnalate, il 9 ottobre del 2016, aveva ucciso il musicista Fausto Di Marco sgozzandolo con un coccio di bottiglia.
In base alla ricostruzione del pubblico ministero Marika Ponziani e dei poliziotti della seconda sezione della squadra mobile di Chieti, Gallo è la persona che ha materialmente colpito la vittima, davanti al locale di viale Benedetto Croce, utilizzando un coltello a serramanico. La lite tra i campani (tra loro c’era anche un minorenne) e Cipressi è scoppiata per uno sguardo di troppo e un apprezzamento nei confronti della fidanzatina di lui, allora non ancora 18enne. Gli aggressori sono poi saliti su una Ford Ka che si è allontanata dal Bros a tutta velocità, salvo poi uscire di strada in via Papa Giovanni e precipitare dentro il cortile di un palazzo.
«Emerge un quadro accusatorio di particolare gravità e allarme sociale», scrive l’avvocato Pellegrini nell’atto di costituzione di parte civile, «Cipressi è stato dapprima scalciato e spintonato e di lì a pochissimo brutalmente aggredito con dei fendenti. La condotta degli imputati è resa ancora più inquietante dal fatto che veniva posta in essere da tre persone contemporaneamente e per futili motivi, circostanza aggravante correttamente contestata dalla procura. Non ricorrono assolutamente dubbi in ordine al fatto che gli aggressori avessero una volontà omicidiaria: sul punto è chiarissima la conclusione del consulente Cristian D’Ovidio, la quale correttamente evidenzia come le coltellate abbiano raggiunto zone vitali». La vittima chiede anche una provvisionale di 15mila euro.
Nella prossima udienza, in programma il 20 aprile 2021, verranno ascoltati i 15 testimoni indicati dalla procura. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Antonello Remigio e Giuseppe Di Palma. (g.let.)