Pugni per il debito di coca, tre arresti

A fronte di 1.500 euro pretendono una Fiat 500 L, fermati prima del passaggio di proprietà. Giovane salvato dal suo pitbull
CHIETI. Un debito di 1.500 euro per la cocaina comprata a credito da una famiglia rom. Una cifra che un ragazzo di 22 anni non è riuscito a restituire nei tempi previsti e che poi, picchiato selvaggiamente anche con pugni alla testa, avrebbe dovuto ripagare con una Fiat 500 L appena acquistata e non ancora ritirata da un concessionario. Ma i carabinieri sono intervenuti prima della firma del passaggio di proprietà: padre, madre e figlio, tutti disoccupati, sono stati arrestati con l’accusa di tentata estorsione aggravata. Una storia di droga, minacce e violenza ambientata a Guardiagrele: gli arrestati sono Giancarlo Elisii, 48 anni, la moglie Giovina Di Rocco, 45 anni, e il figlio Ivan Elisii, 20 anni.
MESI DI MINACCE. A porre fine a mesi di presunti soprusi sono stati i carabinieri della stazione di Guardiagrele, guidati dal maresciallo Gianluca Presutti, e della compagnia di Chieti, diretti dal maggiore Massimo Capobianco. Gli investigatori hanno scoperto un rapporto sospetto tra la vittima della tentata estorsione e la famiglia: a causa dell’acquisto di «vari quantitativi» di cocaina nel giro di diversi mesi, il giovane avrebbe accumulato il suo debito e non sarebbe riuscito più a saldarlo. Di fronte a quei mancati pagamenti, la famiglia avrebbe risposto prima con un atteggiamento bonario offrendo la possibilità di pagare con comodo. Poi, però, gli accordi sarebbero saltati in un clima di «ripetute minacce, intimidazioni e lesioni personali», così dicono i verbali dei carabinieri.
L’APPUNTAMENTO. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la situazione sarebbe degenerata sabato scorso quando la famiglia ha chiesto al giovane di andare a casa loro per parlare di quel debito. All’incontro, la vittima si è presentata con il suo cane, un pitbull. Durante l’appuntamento, però, i rom hanno chiesto che il cane restasse chiuso in terrazza. E quando il pitbull è stato messo a distanza, con la finestra chiusa, sarebbe scattata l’aggressione: prima le richieste di soldi, poi le minacce e infine le botte con una scarica di pugni scagliati anche in testa. Minuti di terrore che sono finiti soltanto quando il giovane, caduto a terra, è riuscito a rialzarsi e ad aprire con una mano la finestra: a questo punto, è stato il pitbull a salvarlo. Di fronte al cane pronto a difendere il suo padrone la lite è finita immediatamente. Anche se il giovane è stato costretto alle cure dell’ospedale di Chieti per le ferite riportate alla testa. Ferite giudicate dai medici «superficiali» soltanto grazie all’intervento del pitbull.
PASSAGGIO DELL’AUTO. Ma dopo l’aggressione brutale, secondo la ricostruzione dei carabinieri, il giovane si sarebbe piegato alla volontà dei rom e sarebbe stato «costretto» a cedere la propria auto: una Fiat 500 L dal valore di 21mila euro (compreso il costo del finanziamento), non ancora ritirata da un concessionario di Lanciano. I carabinieri hanno trovato il libretto originale dell’auto in mano alla famiglia rom. Padre, madre e figlio, insieme alla vittima, sono stati fermati lunedì mattina mentre stavano andando in un’agenzia di pratiche auto di Guardiagrele per firmare il passaggio di proprietà della 500 L. I carabinieri hanno sventato la firma: l’auto è rimasta di proprietà del giovane.
ARRESTI. L’intera famiglia è finita agli arresti domiciliari. Ieri pomeriggio, davanti al gip Luca De Ninis, sono stati interrogati il padre e il figlio mentre la Di Rocco si è avvalsa della facoltà di non rispondere: «È tutto falso», questa la difesa dei due, assistiti dall’avvocato Massimo Solari, «avevamo prestato una modesta somma di denaro alla presunta vittima e lui, in parte, ce l’ha restituita. La questione della macchina è un discorso a parte. C’era un accordo tra di noi sulla cointestazione del veicolo: lui, che ha problemi con la patente ed è un amico di famiglia, sarebbe riuscito ad ottenere il finanziamento grazie al suo stipendio fisso; noi, in cambio, avremmo pagato le rate e lo avremmo accompagnato con la macchina». Il legale ha chiesto la revoca dei domiciliari: la decisione del gip è attesa nelle prossime ore.

