Punta un coltello alla gola del padre per avere i soldi: nei guai un 38enne

CHIETI. «Ti taglio la gola». Per ottenere i soldi, è arrivato a minacciare così l’anziano padre, puntandogli anche un coltello. Andrea Marchigiano, 38 anni di Ripa Teatina, è stato condannato a 3...
CHIETI. «Ti taglio la gola». Per ottenere i soldi, è arrivato a minacciare così l’anziano padre, puntandogli anche un coltello. Andrea Marchigiano, 38 anni di Ripa Teatina, è stato condannato a 3 anni e 5 mesi di reclusione per estorsione continuata. La sentenza è stata pronunciata ieri mattina dal tribunale di Chieti, presieduto da Guido Campli (giudici a latere Maurizio Sacco e Chiara Di Gerio). Il pm Giuseppe Falasca aveva chiesto un anno e otto mesi con la sospensione della pena.
Nella casa di Ripa Teatina, le aggressioni erano cominciate a partire dal 2015 quando, secondo la ricostruzione dei carabinieri di Villamagna (competenti per territorio), Marchigiano era finito nella trappola dell’alcol e della droga: voleva i soldi per comprare da bere e sostanze stupefacenti. Le prime richieste di denaro al genitore e alla sorella erano state modiche, nell’ordine di 5 o 10 euro. Poi, però, la situazione è degenerata. Marchigiano pretendeva dai familiari sempre più soldi, fino a 500 euro a settimana, e sempre più spesso. E per farsi consegnare il denaro l’uomo era pronto ad alzare ogni volta il livello della violenza: durante una lite ha distrutto una porta di casa colpendo il vetro con un pugno e ferendosi, altre volte si è accanito contro i familiari ricoprendoli con insulti e minacce, fino all’episodio più allarmante. Di fronte a quell’ennesima richiesta di soldi e di fronte all’impossibilità del padre e della sorella di dargli il denaro, l’uomo ha immobilizzato il padre, gli ha puntato un coltello da cucina alla gola e l’ha minacciato di morte.
I carabinieri erano intervenuti più volte in casa per quei litigi ormai quasi all’ordine del giorno. Una situazione nota anche al Comune: agli atti ci sono almeno due relazioni dei servizi sociali che parlano di un clima ormai pericoloso e da non sottovalutare. Per ricostruire i contorni della storia, i militari hanno ascoltato i familiari dell’uomo, i suoi vicini di casa, allarmati per quelle sfuriate improvvise, e anche gli assistenti sociali. Per questa vicenda, nel luglio del 2018, il 38enne era finito agli arresti. Attualmente non è sottoposto ad alcuna misura.
Il legale di Marchigiano, l’avvocato Fabiana Desiderio, presenterà ricorso in appello. Secondo la tesi difensiva, «non è provato che l’imputato abbia ottenuto denaro, in quali precise occasioni e per quali esatti importi, per effetto di comportamenti minacciosi o violenti». (g.let.)
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