Punti nascita, così monsignore ha dato lo stop a D’Alfonso

10 Aprile 2015

Lettera del vescovo della diocesi Lanciano-Ortona, Cipollone «Va difeso un servizio che serve al territorio e a chi lo abita»

ORTONA. Monsignore brucia sul tempo anche l’opposizione. Prima che il consiglio regionale di ieri desse lo stop alla giunta D’Alfonso sulla chiusura dei Punti nascita, l’arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona è intervenuto con una lettera che ha fatto subito clamore per il modo con cui il prelato ha preso posizione a difesa dell’ospedale Bernabeo. Monsignor Emidio Cipollone, proprio come aveva fatto nei giorni scorsi l’arcivescovo di Sulmona, Angelo Spina, ha voluto fornire una sua dichiarazione sulla questione. Lo ha fatto tramite una nota di esortazione, che inizia con «C’era una volta», come nelle migliori favole. La speranza era che questa stessa favola potesse avere un lieto fine e, proprio in virtù delle ultime novità giunte dal palazzo della Regione nella giornata di ieri, dove nel pomeriggio è stato approvato il decreto di sospensione di chiusura dei Punti nascita, le aspettative sono state soddisfatte.

«Come Chiesa locale non abbiamo grandi possibilità di far giungere la nostra voce, che è la voce degli uomini e delle donne che vivono qui, a chi sta decidendo per noi, alle nostre spalle, senza tenere in nessun conto ciò che le persone desiderano» ha dichiarato Cipollone con molta chiarezza.

«Mi affido a questo comunicato stampa per dar voce a chi non ha voce, nella speranza che la nostra classe politica regionale, che ne ha la possibilità, sappia far sentire alta la sua di voce per difendere ciò che davvero serve al territorio e a chi lo abita, senza cedere a logiche di potere e di economia staccate dalla realtà che, nel nome di un ottimo presunto, dimenticano il vero bene dei cittadini».

L’arcivescovo ha parlato del ruolo sociale che la sanità dovrebbe rivestire e che, invece, è stato sostituito da meri aspetti economici. «C’era una volta la Ussl, cioè l’Unità socio sanitaria locale, in cui l’aspetto sociale (le persone) precedeva quello sanitario (i posti letto, i costi...) che era “per” le persone», ha scritto monsignor Cipollone, prima di arrivare a puntare il dito contro gli attuali compiti delle Asl, «alla quale viene chiesto, esclusivamente, di fare “business”, cioè di essere e di fare come ogni altra azienda».

Un intervento forte e deciso quello dell’arcivescovo, che negli ultimi tempi era stato invocato anche da molti cittadini ortonesi. Gli stessi che ieri mattina sono saliti sul pullman gratuito per la trasferta organizzata dal Comitato spontaneo sorto in difesa del locale Punto nascite. Sono andati a L’Aquila, dove hanno manifestato fuori dalla sede della Regione con striscioni che ricordavano le 5.520 firme raccolte ad Ortona a sostegno del reparto ospedaliero del Bernabeo e il poco impegno assunto dall’amministrazione comunale verso il problema.

Il sindaco Vincenzo D’Ottavio, tuttavia, ha partecipato al Consiglio regionale. Dopo aver comunicato il ricorso al Tar negli ultimi giorni, tanto voluto dal Comitato e molti uomini della politica comunale, tra cui Leo Castiglione, anch’egli presente ieri nel capoluogo aquilano, il primo cittadino ha voluto seguire da vicino l’evolversi della questione. Alla fine ha potuto gioire per la sospensione del decreto, passata con 17 voti a favore e 14 contrari. Tanta la soddisfazione per gli ortonesi e il comprensorio che continueranno a usufruire di un’unità operativa preziosa per il territorio. La “favola”, dunque, ha avuto un lieto fine. Il «C’era una volta» di monsignor Cipollone si è arricchito di un degno epilogo.

Alfredo Sitti

©RIPRODUZIONE RISERVATA