Pupillo fa causa alla Regione per 4 milioni

11 Gennaio 2018

Il presidente affida a 5 avvocati l’incarico del recupero crediti: «Nessun rimborso per i lavori fatti, devo tutelare l’ente»

CHIETI. Una causa da oltre 4 milioni di euro che mette una contro l’altra la Provincia di Chieti e la Regione Abruzzo. Uno scontro che si consuma tutto in casa Pd a meno di tre mesi dalle elezioni politiche del prossimo 4 marzo: il primo passo l’ha fatto il presidente della Provincia, Mario Pupillo, che, «a tutela degli interessi dell’ente», ha firmato un decreto per avviare un’azione di recupero crediti nei confronti della Regione, guidata dal governatore Luciano D’Alfonso. Pupillo ha affidato a 5 avvocati l’incarico di «procedere al recupero dell’intero credito vantato dalla Provincia nei confronti della Regione dinanzi alla competente autorità»: è la stessa azione legale che si fa con gli evasori fiscali e che, adesso, la Provincia avvia anche contro la Regione. Nessun riguardo istituzionali da parte di Pupillo: proprio a ridosso del voto, il procedimento potrebbe portare all’emissione di un decreto ingiuntivo.
Una storia lunga e che, se non si troverà un accordo, potrebbe rivelarsi un’altra stangata sulle spalle degli abruzzesi: considerata la «complessità dell’incarico», come dice il decreto di Pupillo, le parcelle degli avvocati potrebbero essere particolarmente alte.
Da quasi due anni, la Provincia bussa a soldi alla porta della Regione per il «rimborso delle spese sostenute per l’esercizio delle funzioni non fondamentali e del mercato del lavoro» ma, dall’altra parte, non apre nessuno: nell’unica riunione convocata il 3 febbraio 2016 dalla Regione «per definire la questione dei rimborsi», così rivela il decreto della Provincia, «si è registrata proprio l’assenza degli interlocutori regionali».
Tutto ruota intorno alle funzioni «non fondamentali» svolte dalla Provincia e cioè le competenze trasferite ai Comuni dal 2014, a partire dai lavori stradali di manutenzione e del mercato del lavoro. Ma, dice la Provincia, quelle funzioni sono state svolte fino al 2016 dalla Provincia stessa e, per questo, la Regione dovrebbe rimborsare 3.048.400,66 euro per il 2015 e altri 1.183.189,53 per il 2016.
La Provincia ha già chiesto una volta i soldi alla Regione: lo ha fatto con una lettera del 13 aprile scorso con cui «ha diffidato la Regione a rimborsare questo ente». Una nota rimasta però lettera morta e ignorata: «Ad oggi la Regione», dice la Provincia, «non ha corrisposto alcuna somma per le attività connesse al mercato del lavoro, erogando solo un acconto né ha inteso rispondere in alcun modo alla diffida della Provincia».
Di fronte al silenzio della Regione, Pupillo ha chiamato gli avvocati Gianni Maria Saracco, Laura Formentin, Fabrizio Colasurdo, Domenico Colletti e Raffaella Di Giovanni che hanno una convenzione con la Provincia. Ma, dice il decreto, «attesa la rilevante complessità dell’incarico e la sua natura strategica per questa Provincia», gli stessi avvocati continueranno a difendere l’ente anche dopo l’eventuale cessazione della convenzione.