Pupillo: Segre tra un anno ospite della città
Il sindaco anticipa la presenza della senatrice e plaude al centrodestra sulla cittadinanza onoraria
LANCIANO. C'è qualcosa di più dei sentimenti dell’empatia, solidarietà e compassione, quest’ultima nell’accezione latina di cum patior, ossia “soffrire con”, che lega Lanciano alla senatrice Liliana Segre. E non è solo il fatto che si tratta della città medaglia d'oro al valor militare che ha immolato alla Resistenza i suoi martiri ottobrini, e nemmeno per l’importante matrice ebraica che segna gli angoli più suggestivi della Lanciano antica. La Segre, che con la sua carne viva testimonia da oltre settant’anni la Storia, i suoi orrori, le sue conquiste e i precipizi in cui si torna ad affacciarsi, sarà ospite d’onore il 6 ottobre del prossimo anno per le celebrazioni della Resistenza lancianese. Lo anticipa il sindaco Mario Pupillo che già nel 2018 aveva invitato l’attivista e politica italiana a inaugurare il primo monumento in Italia dedicato al Samudaripen, l’olocausto dei rom e sinti. In quell’occasione, la bambina che a 13 anni aveva assistito, occhi, cuore, ossa e carne, agli orrori di Auschwitz, aveva scritto di non poter essere presente per motivi di salute, ma lasciò, ancora una volta, una eredità indelebile. “Io ricordo perché io c’ero” aveva scritto la Segre. “C’ero in quei campi di sterminio in cui, insieme agli ebrei, anche altre minoranze vennero annientate. Tra queste, il gruppo più numeroso fu proprio quello dei rom e sinti. E dire che ad Auschwitz inizialmente la condizione dei prigionieri nel “lager degli zingari” aveva suscitato la nostra invidia. Lì non erano stati separati - gli uomini dalle donne, gli abili al lavoro dagli inabili - e le famiglie vivevano unite nelle loro baracche, ed avevano conservato anche i loro vestiti. Sentivamo le loro voci, le voci dei bambini, li consideravamo fortunati. Solo dopo capimmo cosa li aspettava. Ce ne accorgemmo una mattina in cui quei rumori non li sentimmo più e nelle loro baracche vuote regnava un silenzio spettrale. Durante la notte tutti - uomini, donne, bambini, vecchi - erano stati portati nelle camere a gas e sterminati”.
L’amministrazione comunale ha quindi accolto con favore la mozione dei giorni scorsi da parte della minoranza di centrodestra, di insignire la senatrice della cittadinanza onoraria lancianese, un riconoscimento a cui stava già lavorando da mesi. «La cittadinanza onoraria è la logica conseguenza per l’inestimabile valore del contributo civile, sociale, culturale, umano che questa donna dona all’Italia e a tutti noi», scrive il sindaco Mario Pupillo che, dopo aver incontrato la Segre a Pesaro il 2 settembre e averle anticipato l’intenzione della sua maggioranza, le ha inviato una lettera lo scorso 30 ottobre. «A Lanciano la senatrice è di casa, tutti insieme avremo presto modo di certificarlo ufficialmente e solennemente nel luogo più importante della democrazia cittadina: il consiglio comunale».
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