Quadri, il fuoco minaccia le case Distrutte le coltivazioni di tartufi

Mezzi aerei e squadre a terra in azione da 5 giorni per fronteggiare i roghi nei paesi del Sangro Il sindaco: «Tragedia sfiorata, ma tanti danni». Ronde a Pizzoferrato per controllare nuovi focolai
PIZZOFERRATO. Mezzi aerei e squadre da terra hanno lavorato anche ieri nella zona di Pizzoferrato-Quadri per arginare le fiamme che da cinque giorni divorano ettari di terreni e boschi. La situazione ora è sotto controllo, ma è stata una notte di veglia e preoccupazione nei due paesi del Sangro, con il fuoco che ha marciato pericolosamente verso la zona del campo sportivo e del cimitero di Quadri, dove il dispiegamento di uomini e mezzi lo ha fortunatamente fermato. Non si registrano feriti né danni alle abitazioni, ma è andata in fumo un’importante zona di tartufaie.
Con il fronte del fuoco diretto ad est e squadre e mezzi dirottati a Quadri, a Pizzoferrato si sono organizzati con le ronde notturne. «La scorsa notte siamo rimasti un po’ scoperti», spiega il vice sindaco Francesco Di Pasquale, «in paese c’erano solo una pattuglia della Protezione civile e una squadra dei vigili del fuoco. Così io, il sindaco Palmerino Fagnilli, la consigliera comunale Teresa Calabrese e due volontari abbiamo fatto le ronde in auto per verificare che non ripartissero i focolai. Verso l’una il fuoco si è riacceso nella zona sud, ma è stato controllato agevolmente. Poi lungo la Torre, dal lato nord, abbiamo avvistato dei tizzoni ardenti. Ci siamo fatti aprire le porte del palazzo baronale per avere una visuale migliore dall’alto. Per fortuna non avevano modo di espandersi. Verso le 3 siamo tornati a casa».
Notte insonne anche a Quadri, dove la paura è stata tanta: «C’era il vento forte e le fiamme si alzavano alte», racconta le ore di angoscia il sindaco Silvio Di Pietro, «ho temuto che passassero oltre la zona del cimitero, in quel caso avrei dovuto evacuare diverse famiglie. Per fortuna non è stato necessario. Vigili del fuoco, Protezione civile ed esercito erano bene attrezzati e preparati, è stato un intervento molto efficace e con grande dispiegamento di mezzi. È una zona scoscesa e impervia, per questo verso le 4 ho chiamato l’escavatore per creare una stradina che permettesse il passaggio di camion e jeep per il lavoro da terra. Il pericolo è stato grande, ma per fortuna la situazione è tornata sotto controllo». Ieri in 2-3 punti critici il fuoco continuava ad accendersi, richiedendo l’intervento del Canadair.
Da lunedì nella zona sono presenti anche gli Alpini del battaglione Vicenza con squadre a terra per la bonifica delle zone già bruciate, autobotti per il rifornimento idrico dei mezzi e moduli antincendio per la protezione delle zone a ridosso degli abitati. In 5 giorni il fuoco ha devastato oltre 200 ettari di bosco e terreni. «È zona di tartufi bianchi e molte piante sono andate bruciate», sottolinea il sindaco di Quadri, città del tartufo, «in vista del periodo di raccolta, da settembre a gennaio, è un danno economico importante».

