«Quando morirò donate i miei organi»

Esaudito l’ultimo desiderio di un malato terminale di Vasto, grazie al suo gesto due persone potranno tornare a vedere
LANCIANO. Aveva detto che avrebbe donato gli organi quando per lui non ci fosse stata più speranza. E così, ieri mattina, all’hospice “Albachiara”, quando il suo cuore ha smesso di battere, si è subito messa in moto la procedura prevista per gli espianti. Sono state prelevate le cornee di Angelo Michele Vallese, 66 anni di Vasto, che ha compiuto un estremo gesto d’amore. Un gesto da parte di chi, nella vita, ha conosciuto la sofferenza e ha pensato che se potesse esserci un modo per evitarla o alleviarla ad altri, l’avrebbe dovuto perseguire.
E ci è riuscito: donando le cornee allevierà senza dubbio la vita di una o due persone che hanno problemi di vista. Quando la cornea è danneggiata, infatti, a causa di malattie o incidenti non trasmette la luce, la vista è compromessa e l’unica soluzione è il trapianto. Ad allertare l’équipe dell’ospedale Renzetti è stato Pierpaolo Carinci, direttore dell’hospice che, acquisito l’assenso dei familiari, ha preso contatti con l’anestesista Fabrizio Fumarola, coordinatore dei trapianti, per consentire l’espianto degli organi integri, limitato nel caso specifico alle cornee. È stata così coinvolta l’unità operativa di oculistica, diretta da Domenico Pellegrini, che ha messo a disposizione il dottor Alessio Liberatoscioli per l’operazione. Sul posto, a distanza di qualche ora appena dalla comunicazione dell’avvenuto decesso per arresto cardiaco del paziente, è giunta l’équipe composta dallo stesso Fumarola, dall’oculista Liberatoscioli e da Andrea Presutti della sala operatoria, per procedere al prelievo delle cornee. Un’operazione di circa due ore, fatta per la prima volta fuori dal Renzetti, in una struttura comunque ben attrezzata, al termine della quale gli organi sono stati inviati alla Banca degli occhi all’Aquila, che poi provvede a inviarli alla struttura che ne fa richiesta per un trapianto.
«È la prima volta che un prelievo di organi è eseguito fuori dall’ospedale», sottolinea Fumarola, «grazie a un’efficace intesa con una struttura come l’hospice, che più di altre conosce la sofferenza e dove un gesto di straordinaria generosità come questo assume ancora più valore. Ritengo doveroso, perciò, ringraziare prima di tutto i familiari del paziente che, in un momento di così grande dolore, hanno voluto onorare la sua volontà, e tutti gli operatori della nostra azienda che si sono resi disponibili per quest’intervento». Il gesto del 66enne è avvenuto a pochi giorni da un convegno sui trapianti, che ha ricordato l’importanza della donazione, e dall’attivazione in Comune della possibilità di indicare sulla carta d’identità la volontà di donare gli organi.
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