Quanta immondizia dietro al “Galiani”

24 Settembre 2016

I cittadini segnalano. In via Sette Dolori l’acqua potabile si spreca, via Fiume è una discarica, via Fosso Paradiso è rischiosa

CHIETI

La città che non va. Da oggi pubblichiamo le segnalazioni che i cittadini faranno al Centro utilizzando la mail red.chieti@ilcentro.it. Andremo sul posto per verificare e fotografare le segnalazioni e, una volta a settimana, le pubblichemo. Il Comune non ha più alibi, non potrà dire: non lo sapevamo.

1) DIETRO LE QUINTE.. Degrado e sporcizia: è il lato oscuro di alcune scuole della città. Nella foto il retro dell’istituto Itcg Galiani-De Sterlich, ci si accede da via Guido Costanzi. Si prosegue e si volta a sinistra verso la strada sterrata che conduce in uno degli angoli della villa comunale.

Attraversato il ponticello che collega lo spiazzale vicino al Belvedere con un cortile, si arriva sul lato dell’istituto in degrado: borse di stoffa abbandonate, buste di plastica sulle radici degli alberi e una miriade di bicchieri di plastica, di vetri e bottiglie infrante. Sui gradini antistanti la parte anteriore della struttura che conducono ad altri portoni, lo scenario è ugualmente deprimente. Lì vicino resiste un palazzo abbandonato.

2) LO SPRECO D’ACQUA. Il degrado continua anche dietro la scuola elementare di Porta Sant’Anna, in via Arniense. Siamo in pieno centro storico e quello che appare se si imbocca via Sette Dolori (nome quanto mai azzeccato) e si continua verso via Dei Cappuccini, all’incrocio appare un tombino sfondato che continua a perdere acqua da mesi. Anche lì è nato un altro torrente che scende lungo la via. Ma non finisce qui.

I residenti sono abituati a situazioni del genere: «Hanno riparato altre condutture, ma alla buona. Le perdite ci sono ancora. In via Franceschelli (un viottolo che sbuca su via Sette Dolori in corrispondenza con una perdita rattoppata) «spesso non c’è acqua a sufficienza per tutte le case» dicono i residenti.

3) LA VIA FANTASMA. Tecnicamente la continuazione di via del Fiume, a San Martino, è una strada fantasma. Le carte catastali non risultano aggiornate a seguito della realizzazione dell’asse attrezzato. Per il Comune, dunque, sembra sparita, anche se poi se ne ricorda per provvedere alla raccolta dei rifiuti con relativa tassa.

La conoscono bene, invece, gli appassionati di pesca che frequentano il Lago Smeraldo, angolo di paradiso che meriterebbe di essere più facilmente accessibile, senza dover rischiare un danno all’auto tra buche e dissesti. A conoscerla bene però è anche chi ha pensato di fare degli spazi sotto i ponti dell’asse attrezzato, sia su via del Fiume che sulla continuazione, delle vere e proprie discariche illegali.

4) NON E’ UN PARADISO. Mancata manutenzione del verde pubblico, alberi pericolanti, una strettoia che non rende possibile il passaggio simultaneo di due auto che si incontrano, pubblica illuminazione carente con una curva “cieca” che ha già provocato diversi incidenti, guard rail insicuri, soprattutto sul cavalcavia dello scorrimento che porta a Dragonara, rendono strada Fosso Paradiso, a San Martino, fortemente a rischio.

«La strada è trafficata, in zona ci sono anche attività commerciali», dice il residente Lucio Iannetti, «ma ci sono circa 200 metri da percorrere facendosi il segno della croce. La situazione è molto pericolosa soprattutto di notte e per i pedoni. La strada costeggia anche alcuni impianti Enel che, tra l’altro, sono anche pericolosamente accessibili».

Arianna Iannotti

Edoardo Raimondi