«Quell’attività danneggia mia figlia disabile»

Esposto contro una ditta di autotrasporti in una zona residenziale: la famiglia si appella al Comune
ATESSA. Un’attività abusiva di autotrasporti crea disagio a una ragazza disabile residente nell’adiacenze del piazzale della ditta. Il padre della ragazza, assistito dall’avvocato Giovanna Ceroli, dopo alcune segnalazioni, ha detto basta e ha presentato una querela alla procura della Repubblica di Lanciano. Sull’argomento è intervenuto anche Roberto Speziale, presidente nazionale dell’Anfass. «Da 3 anni», afferma l’avvocato Ceroli, «combattiamo per contrastare la costruzione di un piazzale per attività di autotrasporti al confine con la proprietà del mio assistito in una zona residenziale, dove il piano regolatore vigente non consente l’esercizio di tale attività. Il Comune su nostra sollecitazione e segnalazione, fatta a tutte le autorità competenti, non ha concesso neppure l’autorizzazione temporanea a tale uso. Ma i titolari dell’azienda dal 31 ottobre hanno abusivamente cominciato l’attività arrecando non poco danno ai miei clienti, in particolare alla ragazza fragile che a causa dei rumori, delle immissioni di fumo e dell’inquinamento luminoso dovuto da fari posizionati nel piazzale, accusa seri problemi di salute che vanno ad aggravare la sua già labile condizione di vita. Nel 2021, dopo un nostro esposto, il cantiere è stato oggetto di sequestro e di procedimento penale perché i lavori non avevano alcuna autorizzazione urbanistica. Ad oggi, a seguito di denunce all’autorità giudiziaria, segnalazioni al Comune e agli enti preposti, la ditta di autotrasporti continua a lavorare indisturbata».
«Tale attività non autorizzata», rincara il padre della disabile, «oltre a creare pericolo per la circolazione stradale e per i residenti, crea enorme disagio a tutta la mia famiglia, in particolare a mia figlia disabile. Siamo stanchi di tutto ciò ma continueremo a combattere». Speziale presidente nazionale dell’Anfass, parla di un «pregiudizio nei confronti di una persona con disabilità a causa di svolgimento di attività non autorizzate» e chiede al Comune, alla polizia municipale e ai carabinieri di Atessa, nell’ambito delle rispettive competenze «di intervenire con la massima urgenza attuando tutto quanto necessario ad addivenire a una positiva soluzione della vicenda».
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