«Quella foto non è un tarocco»
Montgomery alle nozze teatine, così agì la propaganda inglese
CHIETI. Un falso la foto di Montgomery a Chieti che ho fornito agli organizzatori della mostra fotografica organizzata per il 70° anniversario della liberazione? Lo ha sostenuto Francesco Di Cintio, un giovane storico di cui ho piena stima a cui quindi concedo giusto credito per le sue osservazioni. Ciò premesso ci sono però aspetti che meritano di essere conosciuti ed approfonditi, con un reciproco impegno per la chiarezza. Intanto devo chiarire che foto è stata scattata: non nel 1944, ma nel 1945, a guerra finita. Questa precisazione potrebbe cambiare di non poco le cose. Ma cominciamo dalla posizione dei distintivi sulla divisa. Di Cintio scrive che in «tutte le uniformi di ordinanza dell’Esercito Britannico era ed è obbligatorio fregiarsi dei distintivi "appuntati " sul lato sinistro dell'uniforme». Invece nella foto si trovano sul fianco destro. Questo «sarebbe stato un errore imbarazzante per un comandante di Armata come Montgomery». Ne prendo atto, ma basta per sostenere la falsità della foto? Ho qualche dubbio, perché ho trovato una foto, scattata in Italia, il 17 dicembre del 1943, del maresciallo capo dell'aviazione inglese sir Arthur William Tadder, in cui il distintivo si trova sul lato destro. Visionando altre foto ho capito che quella foto era stata semplicemente stampata rovesciando le immagini. Cosa che potrebbe benissimo essere capitata alla foto di cui tratto, Quella immagine poi l'avevo pubblicata sulla rivista Il Primo. Rivista che la signora Lola Lorentini, la sposa, aveva diffuso anche in Inghilterra. Inoltre ho trovato la storia di quel matrimonio, raccontata da un cittadino inglese, su un sito britannico che si occupa di turismo, Una bella storia d'amore, nata in piena guerra, nell'inverno tra il 1943 e 1944 quando Lola e Charlei si incontrarono. Lola aveva 23 anni ed era fidanzata con un giovane del posto. E' immaginabile cosa le comportò la scelta di frequentare quel soldato inglese, ma lei tenne duro, anche quando Charlei dovette lasciare il paese per seguire la sua armata, promettendole che sarebbe tornato. Cosa che avvenne nel 1945. Per sposare Lola dovette chiedere il permesso proprio al generale Montgomery. Autorizzazione concessa ma, si legge nel citato sito, a condizione che il generale venisse invitato al matrimonio. Cosa che ovviamente avvenne. E qui torno alla foto che, per racconto diretto della interessata, venne scattata qualche tempo dopo il matrimonio: Lola dovette di nuovo indossare il suo abito da sposa e convocare i testimoni. A questo punto le conclusioni: la foto è stata taroccata? Se così è avvenuto, certo il generale Montgomery era a conoscenza che sarebbe stato incluso nella foto celebrativa di quel matrimonio. Erano tempi in cui poteva tornare utile rendere pubblico che quella unione tra un’italiana e un soldato inglese era stata benedetta anche dal più famoso generale inglese. Propaganda, insomma, e per questo non parlerei di falso, ma di una realtà aggiustata.
Gino Di Tizio

