Quelle luminarie coi cori da stadio in via Pollione

I fedeli chiedono la rimozione delle luci con la canzone degli ultrà: chiarimento tra vescovo e vicesindaco
CHIETI. Una canzone da stadio ha rischiato di diventare pomo della discordia tra curia e municipio passando per le luminarie natalizie. Un caso sollevato da alcuni fedeli, ma rientrato dopo i chiarimenti tra arcivescovado e Comune. A far storcere il naso ad alcuni teatini, che hanno fatto arrivare le proprie rimostranze a monsignor Bruno Forte, è stata la serie di frasi luminose che addobbano via Pollione, che da piazza Valignani porta alla cattedrale di San Giustino. «Amarsi ancora / farlo follemente / per più di un’ora / teatinamente»: queste le parole del coro che, da qualche settimana, è il tormentone della curva Volpi, settore caldo della tifoseria neroverde. Un coro che ricalca “Amandoti/Annarella”, singolo dei Cccp pubblicato nel 1990 e riproposto come cover da diversi artisti, tra cui Gianna Nannini nel 2004 (la versione originale è: «Amami ancora / fallo dolcemente / un anno un mese un’ora / perdutamente»).
L’idea di utilizzare il tormentone della curva per le luminarie è stata del vicesindaco Paolo De Cesare, appassionato sostenitore del Chieti. «Quell’addobbo luminoso rappresenta una frase d’amore rivisitata dai nostri tifosi», spiega De Cesare, «un omaggio alla città tramite i suoi tifosi e un riconoscimento al loro impegno a sostegno dei colori neroverdi, in casa e in trasferta, e per ciò che fanno con tante iniziative sociali. Un omaggio alla teatinità e alla città attraverso un omaggio ai tifosi della squadra di calcio che la rappresenta».
Qualcuno però ha frainteso l’amore sbandierato sulla strada che dalla curia conduce alla cattedra del vescovo. E ha chiesto a Forte di farsi sentire. «Mi era stato detto che erano arrivate lamentele, che quella scritta non piace», racconta De Cesare, «ho spiegato cosa significasse, a partire da quel “più di un’ora” che richiamava la partita di calcio (in sostanza 90 minuti più recupero, ndr) e che ho ricevuto tanti riscontri positivi per una iniziativa concordata proprio con i ragazzi della curva Volpi».
Chiarimento recepito dalla curia. «Non c’è nessuna polemica», commenta serenamente l’arcivescovo, «c’era chi aveva interpretato la scritta come offensiva della sacralità del luogo. Non è così: è stato chiarito che sono le parole dei cori del Chieti calcio. Non va suscitato alcun polverone».(a.rap.)
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