«Questa è una zona ad alto rischio Ma ci sono margini di recupero»

25 Aprile 2017

Il procuratore antimafia Roberti: ci vogliono più forze dell’ordine che vanno razionalizzate Bisogna contrastare la corruzione, reato che non fa paura e che invece è destabilizzante

VASTO. La corruzione e la mancanza di collaborazione della collettività. Sono questi i mali che vanno curati per ridare a Vasto e a San Salvo la forza per respingere le infiltrazioni malavitose. Necessari nuovi presidi di polizia e più mezzi. È quanto emerso ieri pomeriggio nel corso del convegno sulla sicurezza organizzato dal Rotary. La situazione vastese è stata analizzata dal procuratore antimafia, Franco Roberti, dal procuratore capo del tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio e dal sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, davanti a una platea di autorità politiche e militari, al prefetto, il presidente del tribunale Bruno Giangiacomo e ai due sindaci di Vasto e San Salvo, Francesco Menna e Tiziana Magnacca, al presidente del Rotary, il generale Gianfranco Rastelli.

Il sindaco Menna ha invocato più attenzione per una città di confine. «Vasto è città di confine e ha bisogno di più forse di polizia, di presidi di sicurezza», ha dichiarato il procuratore antimafia Roberti. «Per poter svolgere al meglio il loro lavoro le forze dell’ordine hanno bisogno di più auto e più uffici. Occorre un progetto per una zona rischio. Se le risorse sono poche occorre razionalizzare, non risparmiare. La criminalità organizzata è presente ma ci sono grossi margini di recupero», ha detto Roberti. Dall’analisi del territorio è emerso, come sottolineato dal moderatore Christian Lalla che i mali del Vastese sono arrivati con l’arrivo di presenze mafiose.

«La criminalità è uscita dal territorio di origine e si è insediata perché è una presenza che arriva in modo non violento e porta soldi, attività imprenditoriali. Succede in tutta Italia, è successo anche in Abruzzo. Grazie alla Dia e alla magistratura vastese è stato posto un freno, ma occorre contrastare la corruzione, un reato che non fa paura e invece è pericoloso e destabilizzante», ha detto Roberti stigmatizzando la prescrizione dei reati. «I cittadini hanno bisogno di certezze. Il Vastese, se ben monitorato e con una importante opera di prevenzione, può farcela con l’aiuto dei cittadini ma la fiducia dei cittadini va meritata», ha sottolineato il magistrato.

L’atteggiamento non collaborativo della gente è stato affrontato dal sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca. «Ieri a San Salvo un ragazzo è stato ferito davanti a centinaia di persone che non sono intervenute. La legalità è un fatto di cultura. Occorre rieducare i cittadini alla cultura della legalità», ha detto la Magnacca. Il procuratore Di Florio non ha esitato a definire la situazione degli organici delle forze dell’ordine e di polizia giudiziaria drammatica. «Occorrono risorse, personale giudiziario e servizi sul territorio. Non c’è stato ricambio generazionale e questo porta alla rinuncia di turni di servizio. Non bastano gli uomini che arrivano da Pescara. Certo non occorre l’esercito. È necessaria invece la partecipazione dei cittadini. Purtroppo abbiamo perso l’abitudine di indignarci. C’è disattenzione verso i reati della pubblica amministrazione. I cittadini devono ritrovare la capacità di collaborare anche in questo», ha sottolineato Di Florio. La senatrice Chiavaroli nel ribadire il mantenimento in vita del tribunale fino al 2020, ha confermato l’arrivo di nuovo personale. Il sottosegretario alla giustizia nel salutare i colleghi parlamentari Maria Amato e Gianluca Castaldi ha ricordato che con loro l’attenzione è puntata anche sul carcere, tassello importante per la sicurezza di un territorio. «La sicurezza dipende da quello che avviene in carcere. Il detenuto socialmente pericoloso ristretto nella casa lavoro deve poter lavorare. Per il carcere di Vasto sono in arrivo una sartoria e un progetto legato alla tenuta agricola».

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