«Qui ci voleva l’ospedale di territorio»

11 Agosto 2016

Guardiagrele, Caramanico: quella del 2008 era la migliore riconversione

GUARDIAGRELE. Riconversione dell’ospedale Santissima Immacolata: non si fa attendere la risposta del consigliere comunale di “Insieme si può”, Franco Caramanico, alla dirigente regionale del Pd sanità, Gianna Di Crescenzo. «Di Crescenzo», osserva Caramanico, «gioca sull’equivoco e non chiarisce la differenza tra ospedale e Pta, tra posti letto per acuti e posti letto territoriali. Chiudere l’ospedale, non vuol dire chiudere la struttura, ma eliminare reparti e personale medico e infermieristico. Non ho nessuna distrazione e alcuna memoria selettiva, perché non ho mai negato di portare avanti la riconversione per un ospedale per acuti a vocazione medico geriatrica. Una scelta questa, per molti versi obbligatoria, ma lungimirante, che ci ha permesso in questi anni di assicurare servizi specialistici e che oggi ci permette di rivendicare un ruolo importante per il nostro ospedale all’interno del servizio sanitario regionale».

Caramanico, evidenzia quindi che Di Crescenzo, dimentica che il Piano di rientro è stato approvato con delibera Dgr n.224 del 13 marzo 2007, votata anche da lui nelle vesti di assessore regionale. «Un piano», ricorda Caramanico, «che, insieme a una serie di leggi regionali, ha rappresentato una svolta per il risanamento della Regione, con una riduzione del deficit da 496,40 milioni del 2005 a 43,30 del 2009. Con il commissario Gianni Chiodi nel 2010», continua Caramanico, «si è verificata poi un’inversione di tendenza con un deficit tornato a salire fino a 101 milioni e l’approvazione dei programmi operativi che hanno decretato, irresponsabilmente, la chiusura dei piccoli ospedali, tra cui quello di Guardiagrele, e la loro riconversione in Pta». Il consigliere sottolinea poi, che ancora più incomprensibile e irresponsabile è stata la scelta dell’attuale governo regionale di far propria la programmazione approvata da Chiodi nel 2010 che chiudeva i piccoli ospedali, senza tener conto del Piano sanitario approvato nel 2008, che stabiliva invece la riconversione dei piccoli ospedali in ospedali di territorio in grado di garantire la sicurezza delle aree interne, servizi efficaci per la popolazione anziana e un collegamento con gli ospedali di eccellenza. «La delibera 907 della Asl», precisa poi Caramanico, «non fa altro che elencare i servizi previsti in un Pta, fornire precisazioni sul funzionamento del Ppi e specificare la dotazione e la qualità dei posti letto che per il nostro ospedale sono 20 per la Riabilitazione psichiatrica ed altri 20 ognuna per la Residenza protetta psichiatrica, la Residenza protetta disabili e quella per anziani, oltre a 20 posti letto per l’ospedale di comunità».

Giovanni Iannamico

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