Quinto decesso alla casa Santiago Emergenza carcere

LANCIANO. Continua la scia di lutti che dal 1° gennaio sta colpendo la città: ha perso la battaglia contro il Covid-19, N.B., 77enne di Lanciano, ospite della residenza protetta Santiago che ad oggi...
LANCIANO. Continua la scia di lutti che dal 1° gennaio sta colpendo la città: ha perso la battaglia contro il Covid-19, N.B., 77enne di Lanciano, ospite della residenza protetta Santiago che ad oggi conta 5 decessi. Nel focolaio scoppiato nella Rsa di Casoli c’è un altro operatore infettato e alcuni anziani, purtroppo, peggiorano. Nella casa famiglia Villa Paola di Treglio 22 contagi confermati, situazione sotto controllo grazie all’Unità speciale (Usca) della Asl. Situazione critica invece nel carcere di Villa Stanazzo: colpiti dal virus altri agenti e il personale sanitario mentre ci sono difficoltà per la divisione dei percorsi, areazione delle sezioni e la carenza di personale, di agenti e operatori socio sanitari(Oss).
DECESSO È spirata nell’ospedale di Chieti, dov’era ricoverata per il Covid-19, N.B., 77 anni, di Lanciano. Dolore per la famiglia e la città che piange la 21ª vittima del virus. È la 5ª morta dopo essere stata contagiata nella residenza Santiago. Nella struttura, dalla vigilia di Natale sono 62 i contagiati, 44 anziani, alcuni dei quali con patologie pregresse. Tamponi e controlli assicurati dai medici interni e dall’Usca.
RESIDENZE ANZIANI Ultimo focolaio scoppiato due giorni fa è nella casa famiglia Villa Paola a Treglio, che accoglie 17 anziani autosufficienti. «La situazione è sotto controllo», dice il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, «grazie all’Usca che sta visitando gli anziani che sono in condizioni discrete. Condizioni più serie per alcuni dei 5 operatori contagiati». C’è invece un nuovo positivo dal focolaio nella Rsa di Casoli: è un operatore, quindi 5 in totale. Restano 17 su 18 gli ospiti infettati e trasferiti negli ospedali Covid. «Le loro condizioni sono discrete, qualche anziano è in condizioni più serie prr patologie pregresse», dice Fioravante Di Giovanni, responsabile del presidio territoriale Pta di Casoli.
CARCERE I contagi hanno superato quota 50 perché altri agenti sono risultati positivi assieme al personale sanitario della struttura. Una situazione complessa che, come sottolineato dai sindacati, è rischiosa per tutti. Mancherebbero percorsi separati Covid e non Covid, formazione, l’areazione nelle sezioni non è abbastanza, le sezioni anziché essere svuotate sono state solo divise. Mancano agenti e anche personale sanitario, visto che alcuni operatori si sono ammalati. Ministero e Asl dovrebbero intervenire dando personale di supporto. Stessa cosa per il provveditorato che doveva inviare agenti.
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