Raccolte oltre 300 firme per l’ospedale

Petizione con le lamentele degli utenti per lo stato di abbandono del presidio. Finiti dopo 6 anni i lavori per l’antincendio
LANCIANO . Oltre 300 firme raccolte in poche ore per salvare l’ospedale Renzetti e renderlo nei fatti un Dea di 1°livello. La petizione lanciata dal consigliere regionale Francesco Taglieri (M5s) all’esterno del presidio ha richiamato tantissimi cittadini che hanno lamentato carenze ma sottolineato soprattutto il senso di abbandono che si percepisce nella struttura. Ma una luce tra le carenze strutturali, di macchinari e personale c’è: sono stati ultimati i lavori per l’antincendio: scale, gas medicali, rilevatori messi in tutte le unità, per 2milioni700mila euro appaltati 6 anni fa. Da finire invece i lavori per la bonifica dell’amianto nei pavimenti della palazzina centrale dell’ospedale: mancano pronto soccorso e radiologia.
PETIZIONE «Per fare i raggi devo andare a Gissi». «Mi hanno portato a Chieti per una colica renale». «C’è un senso di abbandono in questo ospedale che era un gioiello». Sono alcune delle lamentele delle persone in fila per firmare la petizione avviata da Taglieri per il Renzetti. L’ultima raccolta firme per l’ospedale risale al 2012, ad opera del compianto Pino Valente, quando l’ex governatore Gianni Chiodi aveva privato il presidio di unità complesse e oltre 100 posti letto. «La petizione è una scossa», dice Taglieri, «vogliamo far capire alla Regione e alla Asl che i cittadini hanno bisogno di un ospedale con tutti i reparti e i servizi previsti per una Dea di 1 livello. Invece qui ci sono sofferenze e carenze, e l’ospedale non è nei fatti un Dea di 1 livello. Urologia e otorino sono specialistiche che nei Dea non possono funzionare mezza giornata e fino al venerdì come accade al Renzetti perché manca il personale. Odontostomatologia, gastroenterologia e radiologia hanno problemi. Le assunzione di urologi e otorini? Il concorso è per medici a tempo determinato. Significa che ci sarà un continuo cambio di personale che non consente né una formazione stabile né una continuità all’interno della struttura. Poi ci sono disagi strutturali, si esce fuori per passare da un padiglione ad un altro, i sotterranei non sono completamente agibili, i macchinari obsoleti, la tac spostata a Vasto». E le voci, le lamentele si rincorrono sotto il gazebo. E c’è anche chi non ha il documento con sè e non può firmare. «Ma può tornare», precisa il consigliere, «ci saremo anche altri fine settimana a settembre perché gli utenti devono farsi sentire».
ANTINCENDIO Un cantiere è stato chiuso: quello per la messa in sicurezza del presidio sul fronte antincendio. Realizzazione di scalinate esterne, porte tagliafuoco, rilevatori di fumo nelle stanze, sistemazione di tubi, fili, centraline, impiantistica sono andati avanti per anni. Oltre 6 anni per 2milioni 700mila euro. A dare comunicazione della fine dei lavori una delibera Asl firmata da Filippo Manci, direttore dell’unità Investimenti patrimonio e manutenzione. «Sono finiti i lavori della ditta Ascani impianti e costruzioni srl il cui contratto è stato firmato nel giugno 2014», spiega Manci, «e il collaudo sarà fatto entro il 17 gennaio 2021. Ora l’ospedale ha colmato gravi lacune sul fronte antincendio anche nei reparti».
AMIANTO Non sono invece finiti i lavori di bonifica dei pavimenti con vinil amianto. «Sono stati chiusi i cantieri in Utic, direzione sanitaria, rianimazione, urologia e pediatria, Nei sotterranei è stato tolto l’amianto friabile», chiude Manci «siamo a lavoro per renderli parzialmente fruibili per il trasporto dei malati. Dobbiamo avviare la bonifica dell’osservazione breve del pronto soccorso e della radiologia». C’è da attendere , come ha detto il direttore generale Thomas Schael il 5 agosto scorso: «il Renzetti avrà di nuovo la piena funzionalità dal 2021».

