Raddoppiano i contagi, Ferrara chiude le scuole

Trovati 79 positivi in un giorno, 60 in quarantena: siamo in emergenza
CHIETI. Raddoppiano i contagi giornalieri da coronavirus e il sindaco Diego Ferrara decide di chiudere tutte le scuole di propria competenza, dagli asili nido alle scuole medie, fino al 27 febbraio. La decisione è stata presa ieri mattina nel corso del tavolo di monitoraggio con il prefetto di Chieti, Armando Forgione. «Quando il prefetto ha sentito gli ultimi dati del contagio, raddoppiati rispetto ai giorni precedenti, si è espresso anche lui per la chiusura», dice Ferrara che ha cercato fino a quando ha potuto di salvaguardare le lezioni in presenza. Anche se aveva già dovuto prendere un provvedimento di chiusura per un solo giorno di un plesso scolastico, quello della scuola Corradi, lunedì scorso per permettere operazioni straordinarie di sanificazione dei locali. Nel frattempo, in settimana, sono finite in quarantena una ventina di classi di quasi tutte le scuole cittadine. Scuole chiuse, dunque, da oggi per due settimane sino al 27 febbraio. Il personale amministrativo e non docente resta operativo nelle sedi scolastiche.
Il numero di nuovi casi di coronavirus che si sono registrati mercoledì scorso in città ha toccato quota 79, con 60 quarantene, circa il doppio dei giorni precedenti quando la cifra si aggirava sempre sulla quarantina. A questo punto Ferrara non nasconde le sue preoccupazioni: «I dati del contagio sono in deciso aumento, sia a Chieti città, che nel resto della provincia e nell’area metropolitana. In una statistica nazionale, la provincia teatina risulta tra le 10 con il più alto tasso di incidenza dei casi, con 233,6 casi per 100mila abitanti. In questa classifica siamo al nono posto; in Abruzzo, è messa peggio solo la provincia di Pescara. Nelle ultime due settimane la provincia di Chieti ha fatto registrare 177 contagi. Sono numeri che letti insieme», sottolina il sindaco, «ci dicono che questo è un momento delicatissimo. L’unico dato positivo riguarda il fatto che circa il 90% di chi ha contratto il virus risulta avere pochi sintomi o di essere del tutto asintomatico e infatti viene curato a casa». Il dato viene confermato anche dai report delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziali create a livello governativo proprio per far fronte all’emergenza pandemica. Si scopre così che, continua il sindaco, «dall’aprile del 2020 a oggi su 2.760, ci sono stati 2.460 telemonitoraggi e 300 interventi. Questo dato fa capire che nella maggioranza dei casi, i pazienti vengono assistiti a casa dai medici delle Usca attraverso il telemonitoraggio, vale a dire via telefono, e sono in una parte minima dei casi c’è stato bisogno di un intervento. Questo è certamente un dato positivo che, però, non deve far abbassare la guardia. Chieti città, dall’inizio della pandemia ha registrato complessivamente 1.478 casi, di cui 35 deceduti».
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