Radioterapia, l’attesa dura cinque mesi

Cittadinanzattiva rende pubbliche le lettere di due donne operate di tumore al seno ma ora costrette ad emigrare
CHIETI. Mesi di attesa per sottoporsi a radioterapia. E donne operate di tumore al seno che chiedono aiuto. Una di loro potrà sottoporsi a cure solo a marzo 2016, l’altra a febbraio. L’alternativa, per entrambe e per chissà quante altre pazienti ad alto rischio, è quella di andare a Teramo oppure a Campobasso perché a Chieti le liste d’attesa sono drammatiche. E’ Aldo Cerulli, presidente di Cittadinanza attiva, a raccogliere i loro appelli e a scrivere all'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci.
«Le invio solo due delle numerose comunicazioni di richiesta di aiuto che mi giungono da donne uscite dall'incubo del tumore al seno ed entrate in un altro incubo, quello di una radioterapia ritardata di mesi perché non si decide di attuare un turno serale. Che cosa ci stanno a fare i direttori generali se non risolvono questi problemi? Come si fa a parlare di essere rientrati nei Lea se non si riesce a far fare in tempo utile la radioterapia? Questo succede a Chieti e nessuno muove un dito», accusa Cerulli.
«Sono veramente preoccupato e disgustato da questa mancanza di sensibilità verso le necessità delle persone. Forse mi è sfuggita qualche cosa, forse non mi sono accorto che hanno abolito anche l'articolo 32 della Costituzione che garantisce il diritto alla salute».
LA PRIMA LETTERA. Ecco la prima lettera che riportiamo testualmente: «Gentilissimo dottor Cerulli, le scrivo per segnalare una situazione allucinante nella quale mi sono venuta a trovare dovendo effettuare un trattamento radioterapico in quanto personalmente affetta da tumore della mammella operato nei mesi scorsi. Ho 42 anni, vivo in un paese dell'entroterra vastese. Parzialmente "sollevata" dopo la rimozione chirurgica di un tumore al seno destro che, mi è stato detto, essere preso in una forma assolutamente iniziale e pertanto con elevati tassi di guarigione, ho riacquisito scoramento e tanta tanta preoccupazione quando mi è stato comunicato che per eseguire un trattamento radioterapico post-operatorio di prevenzione sulla ghiandola mammaria devo presentarmi non prima di marzo. Questo è successo alla Radioterapia di Chieti dove con molto garbo e dovizia di particolari mi hanno spiegato tutto sulla radioterapia ma mi hanno indirizzato ad altri centri quali Teramo e Campobasso avendo cura di prendere loro stessi un appuntamento presso questi altri ospedali .
Ho una bambina piccola, ha solo 2 anni, mio marito che non lavora e il mondo mi è caduto addosso: come faccio ad andare tutti i giorni a Teramo o Campobasso ? E' possibile che non si trovi una soluzione al problema delle liste di attesa che a Chieti sta letteralmente scoppiando sentendo tante pazienti che come me non sono state prese in cura? La prego di mettere in risalto il problema delle liste di attesa per la radioterapia all'ospedale di Chieti per difendere il sacrosanto diritto alla salute dei malati di tumore. La ringrazio molto per l'attenzione che vorrà dedicarmi. Sono disperata e preoccupata».
LA SECONDA LETTERA. Passiamo all’altro appello: «Gentile Cittadinanzattiva, volevo segnalare un problema. Mi chiamo XXX e abito a XXX. Dopo essere stata sottoposta a chemioterapia ad ottobre sono stata operata per un carcinoma al seno presso I'ospedale di Ortona. Ora, dopo tutto questo percorso durato mesi, mi è stata prescritta la radioterapia presso I'ospedale di Chieti ma qui sorge il problema non solo mio ma di tante altre pazienti.
Purtroppo per effettuare la radioterapia devo aspettare dei mesi. Sono stata messa in lista di attesa per febbraio. Sono sconcertata, dispiaciuta ma soprattutto preoccupata che questa lunga attesa faccia ricomparire quello che tanto duramente e faticosamente è stato debellato. Ho chiesto in reparto e mi hanno spiegato che questo problema sarebbe facilmente risolvibile se fosse attuato il turno serale: cosa che è stata chiesta a chi di dovere ma che finora non mi hanno dato nessuna risposta. Chiedo gentilmente il vostro aiuto per me e per tutti quei pazienti che oltre a lottare contro la malattia dobbiamo lottare anche contro altri ostacoli: basterebbe attivare il turno serale per far scorrere le liste d'attesa».
Sono gli appelli di due donne ma la richiesta di aiuto sono moltissime. Due donne che saranno costrette ad aspettare mesi per il trattamento coadiuvante di radioterapia.
IL COMMENTO FINALE. «E’ una cosa scandalosa», sbotta Cerulli, «ma non mi meraviglio. Era anche stato promesso di far fare due turni pomeridiani (come succede a Lanciano e Vasto... forse perché li ci sono le elezioni) per le vaccinazioni a Chieti, Francavilla, Ortona e Sambuceto; era uscito anche un articolo sul giornale, ma ad oggi non solo non si fanno questi due turni pomeridiani che agevolerebbero gli utenti a sottoporsi a vaccinazioni senza perdere un giorno di scuola o di lavoro, ma manca il personale infermieristico ed anche amministrativo. E i dati vengono riportati su un programma che non garantisce la privacy. Appare inutile invitare la gente a vaccinarsi (noi siamo al di sotto della media italiana) quando poi non si pongono in atto idonei strumenti per favorire le vaccinazioni».

