Raffica di multe con l’autovelox «Roccamontepiano le annulli»

RAPINO. «Le multe con l’autovelox fatte giovedì 17 ottobre scorso sulla statale 81 dal Comune di Roccamontepiano devono essere annullate in autotutela». Lo sostiene e chiede il sindaco di Rapino,...
RAPINO. «Le multe con l’autovelox fatte giovedì 17 ottobre scorso sulla statale 81 dal Comune di Roccamontepiano devono essere annullate in autotutela». Lo sostiene e chiede il sindaco di Rapino, Rocco Micucci, intervenendo dopo che nel giro di tre giorni l’Anas, ente proprietario della strada, ha innalzato il limite di velocità da 50 km/orari a 90 nel punto in cui nella mattinata del 17 sono scattate oltre 200 multe. «Dopo il danno, la beffa. Difendere quanto accaduto significa abusare della pazienza dei cittadini», dice Micucci dopo aver letto le dichiarazioni a giustificazione dell’autovelox rilasciate dal comandante dei vigili urbani Lorenzo Cesarone. «Ho avvisato il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli, perché consideri quelle multe solo un “monitoraggio” o si adoperi per il loro annullamento in autotutela, ricordandogli che la circolare Minniti del 2017 stabilisce che le postazioni debbano essere ben visibili e preventivamente segnalate. Questo perché il servizio non si riduca in un’“imboscata” nei confronti degli utenti, ma a garanzia della sicurezza, perché si evitino anche brusche frenate da cui potrebbero scaturire incidenti. Tutto ciò non mi sembra che sia stato applicato. Infatti», prosegue Micucci, «ho constatato di persona che l’autovelox era in una zona non visibile, a ridosso del guardrail, in una semicurva coperta da vegetazione spontanea, senza alcuna auto di servizio a rendere visibile la postazione e con il personale al di là del guardrail nascosto dalla vegetazione. D’altronde la stessa Anas è intervenuta riportando il limite da 50 km/orari a 90: ciò testimonia come questa vicenda abbia creato una situazione a dir poco imbarazzante».
Sulla vicenda non si è fatta attendere la replica del comandante della polizia municipale, Cesarone. «Ricordo al sindaco Micucci», sostiene Cesarone, «l’esatta osservanza della direttiva Minniti che, alla parte terza, sostiene che in caso ci sia un appostamento temporaneo di autovelox, sono sufficienti per la visibilità il cartello a distanza in cui viene avvisata l’utenza di fare attenzione al controllo della velocità, e la postazione che deve stare nei paraggi. Noi», spiega Cesarone, «non solo eravamo presenti ma c’ero io sul punto di accertamento con l’autovelox messo con tanto di segnale del caschetto dei vigili urbani sulla carreggiata, vicino alla linea bianca. Dunque, la modalità di accertamento è assolutamente legittima. Quando l’autovelox è messo temporaneamente sulla strada, bisogna far sì che la polizia si trovi nel territorio di competenza e non occorre l’autorizzazione né del prefetto e né, come in questo caso, dell’Anas. E poi», conclude Cesarone, «bisogna coordinarsi tra Comuni per evitare duplicazioni nei controlli e noi abbiamo comunicato il servizio sia alla prefettura e sia alla polizia stradale ».
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