Ragazzo aggredito da 5 bulli, è in coma

19 Ottobre 2020

Lite all’ex stazione finisce nel sangue: 18enne colpito con un pugno alla tempia, ora lotta per la vita nella Rianimazione di Pescara

LANCIANO. Diciottenne in coma dopo l’aggressione di una baby gang. Sabato sera di violenza nell’area dell’ex stazione Sangritana, in pieno centro a Lanciano. In cinque prima provocano e poi aggrediscono per futili motivi un ragazzo e i suoi due amici. Il diciottenne, G.D.A., di Lanciano, viene raggiunto alla tempia sinistra da un unico pugno, violento, che lo manda in coma. Operato d’urgenza nel corso della notte, il giovane è ora ricoverato in Rianimazione, a Pescara. Sull’accaduto indagano i carabinieri di Lanciano, diretti dal maggiore Vincenzo Orlando, che dalla scorsa notte stanno raccogliendo testimonianze e filmati delle telecamere di videosorveglianza per individuare i cinque aggressori. Una baby gang, perché la convinzione dei militari è che siano coinvolti anche alcuni minorenni.
L’allarme scatta all’una della notte tra sabato e domenica, quando al Pronto soccorso dell’ospedale Renzetti arriva un diciottenne privo di sensi. A chiamare il 118 sono un 26enne, A.G., e una sedicenne, sempre di Lanciano. Il ragazzo è in coma a causa di un trauma cranico, conseguenza, come riferiscono gli amici, di un cazzotto preso in testa, sulla tempia sinistra. I sanitari allertano subito il 112. Le condizioni del giovane sono troppo gravi, va operato d’urgenza. Viene trasferito all’ospedale di Pescara, dove nella notte subisce un intervento chirurgico per ridurre l’ematoma. Ora è ricoverato in Rianimazione, in prognosi riservata. I carabinieri ascoltano gli amici, che ricostruiscono l’aggressione.
Intorno alle 23 i tre si trovano sui vecchi binari dei treni, dietro l’ex stazione Sangritana. L’area demaniale regionale, oggi in concessione alla Tua, è da tempo un luogo di ritrovo per i giovani, che si danno appuntamento lì per consumare alcolici e altro, indisturbati. A poca distanza dai tre c’è l’altro gruppetto, di almeno cinque ragazzi, alcuni minorenni. Questi iniziano a infastidire i tre senza un motivo particolare, per attaccare briga. «Vieni qua, vieni. Ti ho fatto qualcosa?», dicono rivolti ai due maschi. Poi iniziano ad inseguirli. I tre si sparpagliano e la baby gang raggiunge il diciottenne. Un unico pugno alla tempia e il ragazzo stramazza a terra. I cinque si danno alla fuga, mentre gli amici tornano indietro a recuperare il ferito. Lo accompagnano a casa, a piedi, ma il ragazzo non si riprende. È allora che chiamano il 118. Mentre G.D.A. riceve le prime cure, il Nucleo operativo e radiomobile è già sulle tracce della baby gang. L’ipotesi di reato, al momento, è di lesioni personali gravissime. I carabinieri ascoltano gli amici del diciottenne e acquisiscono i filmati delle telecamere di Tua e di alcuni palazzi privati. Il cerchio attorno ai baby aggressori potrebbe stringersi presto.
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