Rapina e botte alla gioielliera, a processo due dei tre banditi

26 Giugno 2020

Lanciano. Chiuse le indagini sul colpo da 151mila euro al negozio della Carabba La titolare, presa a pugni, chiede il risarcimento dei danni anche fisici e morali

LANCIANO. Lei, Marinella Tanoni, 57 anni di Pescara, fece da gancio, entrò per prima nella gioielleria, fece prendere i monili alla titolare e lasciò aperta la porta del negozio ai complici. Lui, Elix Lazzari, 49 anni di Pescara, sferrò un pugno e una gomitata alla proprietaria e prese i gioielli. Entrambi sono a processo, di fronte al collegio, con rito immediato, il prossimo 16 settembre, per rapina aggravata in concorso e lesioni, Lazzari anche per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità: era in semilibertà per motivi di lavoro. Il terzo complice è ancora ricercato dai carabinieri della Compagnia di Lanciano.
Arrivano a processo, dunque, due dei tre autori della violenta rapina commessa l’11 dicembre scorso ai danni di Francesca Carabba, dell’Antica Gioielleria Carabba negozio in pieno centro, alla fine delle scalette che da piazza Plebiscito portano in piazza Garibaldi. Chiuse le indagini, la Procura ha chiesto e ottenuto il rito immediato con prima udienza il 16 settembre prossimo. In quella circostanza i legali dei due imputati, Gianluigi Amoroso per Lazzari e Nicola Rago per Tanoni, potranno chiedere riti alternativi. L’avvocato della Carabba, Cristiana Rulli, si costituirà parte civile chiedendo il risarcimento, per quanto possibile, dei danni materiali, (la rapina fruttò 151.000 euro), fisici, visto che è stata malmenata e anche morali; non è facile dimenticare la violenza subita.
La rapina è avvenuta alle 18,50 dell’11 dicembre. In base alle indagini dei carabinieri entrò per prima la Tanoni, che chiese di vedere dei bracciali e delle collane e lasciò la porta della gioielleria aperta. La Carabba chiese di chiuderla e lei finse di farlo. Dopo poco invece entrarono gli altri due complici, con i volti coperti da cappelli e maglioni a collo alto. Lazzari, sempre in base alle accuse, prese per i capelli la Carabba le diede un pugno in faccia, una gomitata, le mise la mano davanti alla bocca per non farla urlare e poi la chiuse, non a chiave, in bagno. I tre fuggirono con i rotoli di gioielli dal valore di 151.554 euro. Carabba uscì dal bagno e diede l’allarme. Poi col marito andò al pronto soccorso dove le riscontrarono un trauma cranico non commotivo, contusioni al volto e al naso con una prognosi di 7 giorni.
Le indagini dei carabinieri hanno poi portato all’arresto a gennaio di Lazzari a Roma, mentre cercava di piazzare una parte dei monili frutto del colpo, mentre a San Valentino hanno arrestato la Tanoni che era andata a Giulianova per incontrare Lazzari. Aveva al polso un orologio, del valore di circa mille euro, parte del bottino della rapina. Ora i due, ancora in carcere, sono a processo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA