Rapine, via ai riscontri incrociati: forse i malviventi erano gli stessi

I raid di lunedì alla tabaccheria di Villa Andreoli e al Bar Bia di Marcianese hanno fruttato 1.700 euro Indagini di carabinieri e polizia. L’assessore Paolucci: il progetto sulla videosorveglianza va avanti
LANCIANO. Gli autori delle due rapine a mano armata di lunedì, alla tabaccheria di Villa Andreoli e al bar di Marcianese, potrebbero essere gli stessi. È la prima cosa, almeno, che carabinieri e polizia proveranno a verificare, con riscontri incrociati, anche se gli elementi in mano agli investigatori al momento sono scarni. Attraverso le testimonianze delle vittime saranno confrontati per lo più vestiario e movenze dei banditi, poiché i volti, invece, erano ben nascosti. I due colpi, messi a segno a distanza di cinque ore e mezza l’uno dall’altro, hanno fruttato circa 1.700 euro.
RAPINA IN TABACCHERIAAlle 16 i banditi entrano in azione alla Tabaccheria n. 20, in contrada Villa Andreoli. Dietro il bancone c’è Adolfo, il figlio ventenne del titolare Sergio Fantini. La sorella Marina, rientrando poco prima, nota i due all’esterno che manovrano una motocicletta. Mentre la giovane è nel retrobottega, uno dei due, con un casco da motociclista in testa, entra in tabaccheria e punta la pistola, probabilmente un giocattolo, contro il fratello, intimandogli di consegnare l’incasso. Poi, con un migliaio di euro, i due fuggono in moto per le strade della contrada. Le figlie del tabaccaio provano ad inseguirli in auto, ma li perdono di vista. «Era una moto scura», racconta Marina, «la targa era coperta con un asciugamano rosso».
RAPINA AL BARSono le 21,30 quando la scena si ripete a distanza di poco più di due chilometri. Nel “Bia Bar” di contrada Marcianese entra un uomo vestito di scuro, con il volto coperto da mascherina, cappello e cappuccio, che lasciano scoperti solo gli occhi. Si avvicina al bancone, dove c’è il giovane aiuto-cuoco. Si alza la maglia ed estrae la pistola dalla cinta, la mostra al dipendente e senza dare nell’occhio gli dice: «Dammi l’incasso». Nel locale ci sono diversi clienti, che giocano a carte, guardano la tivù e consumano al tavolo. C’è anche un minorenne, intento a giocare con il cellulare. Nessuno si accorge di nulla. «È avvenuto tutto in modo rapido e discreto», dicono dal bar. Con i circa 700 euro dell’incasso - cifra in via di quantificazione - il rapinatore fugge a piedi, in direzione di viale Cappuccini, dove probabilmente ci sono uno o più complici ad attenderlo.
GIOVANI A CACCIA DI SOLDI«Un professionista porta via anche sigarette e Gratta e vinci. Qui siamo probabilmente davanti a soggetti giovani, bisognosi di liquidità». È questa una delle convinzioni degli investigatori, che sono ora sulle tracce dei banditi. Sulla rapina in tabaccheria indagano i carabinieri del tenente Giuseppe Nestola, mentre sul colpo al bar è a lavoro la polizia che ha in mano le immagini delle telecamere del Bia Bar. La scena è ripresa interamente, si vede anche la pistola mostrata al dipendente. Del volto del rapinatore, invece, si vedono solo gli occhi. Non è escluso che le immagini saranno mostrate ai tabaccai di Villa Andreoli per avere un primo riscontro ed associare i due episodi. Modalità simili ha avuto anche la rapina dell’11 dicembre scorso al negozio di alimentari Fiorina, in via Filzi.
LE TELECAMERE«Serve un sistema di monitoraggio zona per zona, telecamere di videosorveglianza come al centro città», si appella all’attuale amministrazione comunale il tabaccaio Fantini. «È l’esigenza che ci hanno manifestato tutte le forze dell’ordine», conferma l’assessore alla sicurezza Tonia Paolucci, «di creare una cinta videosorvegliata attorno alla città, per monitorare entrate e uscite. Non lasceremo nulla di intentato per finanziare questo progetto. Siamo partiti dal regolamento per videosorveglianza e privacy, che non è stato mai fatto ed è fondamentale. Ma serve anche una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Esprimo vicinanza ai commercianti delle rapine che, oltre allo spavento, si sono visti defraudati del frutto del loro lavoro».
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