Rapino, nella zona a rischio frana si aprono le crepe dopo i lavori

RAPINO. L’area a rischio frana, nonostante i lavori finiti, resta un pericolo idrogeologico. A lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali di opposizione della lista l’Alternativa che, negli...
RAPINO. L’area a rischio frana, nonostante i lavori finiti, resta un pericolo idrogeologico. A lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali di opposizione della lista l’Alternativa che, negli ultimi tempi, hanno ricevuto da numerosi cittadini delle segnalazioni per un nuovo smottamento del terreno in un’area dove si sta realizzando una delle più criticate opere di consolidamento della zona.
«Il luogo, antistante la chiesa di San Giovanni», spiega il gruppo di minoranza, «interessato da quasi 16 anni da uno smottamento, a fine estate è stato oggetto di un intervento di consolidamento straordinario, successivo ad uno precedente rivelatosi inutile, effettuato agli inizi degli anni 2000, che è costato circa 351mila euro. I problemi però», sottolinea l’Alternativa, «sono iniziati, circa un mese fa, appena dopo l’ultimazione dei lavori. Infatti, con l’arrivo delle prime piogge autunnali, sulla sommità del consolidamento, si sono sono aperte delle fessure che nel giro di pochi giorni e, nonostante il tentativo di impermeabilizzazione tramite teli di plastica, si sono allargate fino a diventare delle vere e proprie trincee di circa 40 centimetri di larghezza. Un altro problema poi», aggiunge il gruppo di minoranza, «è il riversamento di arenaria che defluisce sulla strada provinciale e sul ponte che conduce alla parte alta del paese, andando ad invadere ed ostruire la viabilità stradale».
L’Alternativa si dice quindi preoccupata di quanto sta accadendo e si chiede perplessa, come sia stato realizzato questo consolidamento e se sia stato poi controllato nel corso della sua esecuzione. «È senz’altro angosciante», sottolineano i consiglieri di minoranza, «il fatto di come sia possibile che due interventi effettuati con l’impiego di risorse pubbliche, stimate finora in circa 700mila euro, abbiano avuto dei risultati che al momento non si possono che definire disastrosi».
I consiglieri del gruppo l’Alternativa chiedono quindi che siano individuati i responsabili, in fase di realizzo, ma sopratutto di controllo. «Per questi motivi», concludono i consiglieri, «intendiamo anche chiedere l’istituzione di una commissione consiliare sugli appalti pubblici, con membri della maggioranza e della minoranza, atta al controllo di detti lavori». (g.i.)
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