Rapino, un’assunzione finisce in Parlamento

1 Dicembre 2020

I consiglieri comunali di opposizione contestano e vanno anche in procura: «Procedura irregolare»

RAPINO. Un’assunzione fatta dal Comune di Rapino finisce all’attenzione del Parlamento. Il Movimento 5 stelle, con l’onorevole Carmela Grippa, lo scorso 11 novembre ha presentato un’interrogazione parlamentare relativa al nuovo contratto di lavoro. Il caso è stato sollevato dai consiglieri d’opposizione capitanati da Carmine Manzi che, come lista L’Alternativa, ha deciso di andare a fondo alla questione presentando un esposto alla Procura della Repubblica, alla Corte dei conti e all’Ispettorato della funzione pubblica.
Al momento, fanno sapere i consiglieri comunali d’opposizione, nessuno di questi enti ha dato riscontro alle problematiche sollevate, con la sola eccezione dell’Ispettorato. Del caso si parlerà comunque in Parlamento grazie all’interessamento della deputata pentastellata. A sollevare la nuova polemica è stata un’assunzione che, secondo i consiglieri d’opposizione, non ha seguito procedure regolari per «mancanza di titoli». L’amministrazione guidata dal sindaco Rocco Micucci non avrebbe rispettato quanto previsto dal Testo unico degli enti locali (Tuel) per casi di questo genere. Scrivono i consiglieri d’opposizione: «Il fatto è relativo all’assunzione attraverso l’articolo 110 del Tuel attraverso, a parere dei denuncianti, procedure irregolari e mancanza di titoli. In parole povere, il comma 1 dell’articolo 110 prevede la copertura di posto di responsabile del servizio o dell’ufficio mediante contratto a tempo determinato tramite selezione pubblica ma vincolato al possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalità, comma 1 richiamato con delibera di Giunta Comunale n. 17 del 19 marzo 2019; succede, invece, che venga dato mandato di assumere un istruttore di area tecnica previsto dal comma 2 del Tuel, (e non dal comma 1) che sancisce tale possibilità ma in assenza di analoga figura professionale all’interno dell’ente; figura professionale presente in quel momento nel Comune che addirittura emana l’avviso pubblico per tale incarico, nonostante la professionalità già presente fosse la sua. Per essere più precisi, l’articolo 87 del Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, prevede che ai fini di tale procedura concorsuale siano considerati posti disponibili quelli vacanti il giorno della pubblicazione del concorso (20 marzo 2019) data alla quale il posto era già ricoperto da figura professionale e che lo stesso articolo preveda una comprovata iscrizione all’albo specifico di almeno 5 anni, iscrizione che il soggetto prescelto non aveva ma sommava al momento solo 3 anni e 5 mesi». (a.i.)
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