Rave party a Casalbordino In 78 sfilano davanti al giudice

7 Maggio 2016

Il plotone di giovani dovrà difendersi dall’accusa di invasione illegale di terreni privati Mercoledì prossimo arriveranno da tutta Italia con uno stuolo di avvocati al seguito

CASALBORDINO. I carabinieri di Casalbordino insieme con i colleghi di Tollo, Ortona, San Vito e Torino di Sangro denunciano 78 persone per invasione illegale di terreno privato e organizzazione di un rave party senza alcuna autorizzazione in località Santo Stefano a poca distanza dal casello autostradale Vasto nord della A14.

Fatto che risale al 24 giugno del 2013 e che suscitò grande scalpore per tutta l’estate.

Tre anni dopo quei settantotto giovani identificati e denunciati per invasione illegale di terreni in zona boschiva a mille metri di altitudine vengono rinviati a giudizio.

Mercoledi compariranno davanti al giudice monocratico del Tribunale di Vasto, Italo Radoccia.

Un plotone di avvocati si prepara a difendere gli imputati che torneranno in Abruzzo da tutta Italia. Quella vicenda che tanto clamore aveva creato a suo tempo, continua a far discutere. Furono una ventina i militari impegnati all’epoca nel blitz e provenienti dalle stazioni di Archi, Borrello, Castiglione Messer Marino e Schiavi d'Abruzzo.

Il questore, Filippo Barboso emise anche 18 provvedimenti di rimpatrio con divieto di far ritorno a Casalbordino per un periodo di 3 anni nei confronti di altrettanti giovani che parteciparono al festino non autorizzati invadendo terreni privati.

La decisione venne presa dopo aver letto attentamente i verbali dei carabinieri e analizzato le diverse posizioni di 127 persone che parteciparono, qualche giorno dopo, anche ad un rendez-vous musicale nell’area di Tornareccio.

. L'autorità di pubblica sicurezza intense dare in questo modo un segnale ben preciso. La questura, d’accordo con la prefettura, ordinò un deciso giro di vite con chi ignorando i diritti degli altri, aveva organizzato raduni e iniziative in aree private turbando la quiete pubblica, senza prima avere richiesto le autorizzazioni obbligatorie.

A chiedere aiuto ai carabinieri furono i residenti esasperati dalla musica sparata ad alto volume.

Quando i carabinieri arrivarono ai festini quasi non credevano ai loro occhi: un esercito di giovani arrivato in auto anche dalle regioni vicine aveva invaso terreni privati, allestendo stand e impianti di diffusione sonora.

A Tornareccio i carabinieri sequestrarono anche diversi grammi di hascisc già divisa in dosi. Ora rischiano pene severe. L'articolo 633 del codice penale prevede la condanna fino a due anni di reclusione, una multa a 5 zeri oltre all'eventuale risarcimento del danno ai titolari delle aree occupate abusivamente.

Per chi ha assunto comportamenti ritenuti pericolosi l'autorità di pubblica sicurezza può disporre l'allontanamento. Di diverso avviso i difensori dei giovani finiti nella vicenda giudiziaria.

Gli avvocati preannunciano battaglia. Per il momento preferiscono non pronunciarsi, ma cercheranno di dimostrare che quei raduni erano solo opportunità collettive di divertimento. L’ultima parola spetterà al giudice.

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