Reazione allergica al morso degli insetti Il fattore tempo gioca un ruolo basilare

CHIETI. In caso di shock anafilattico la prima cosa da fare è allertare immediatamente i soccorsi sanitari. In attesa del loro arrivo, la persona colpita dev'essere posta nella posizione antishock,...
CHIETI. In caso di shock anafilattico la prima cosa da fare è allertare immediatamente i soccorsi sanitari. In attesa del loro arrivo, la persona colpita dev'essere posta nella posizione antishock, vale a dire supina con le gambe sollevate di circa 30 centimetri (con l’aiuto di una sedia). Se possibile il paziente andrà posizionato in modo che il capo si trovi al di sotto di ginocchia e bacino. La posizione, detta di Trendelenburg, risulta particolarmente utile perché favorisce il ritorno venoso agli organi vitali (cuore e cervello) sfruttando il semplice effetto della gravità. Il farmaco salvavita in corso di shock anafilattico è rappresentato dall'adrenalina somministrata per via endovenosa. Ad essa si associano soluzioni infusionali di tipo elettrolitico o colloidale per compensare la vasodilatazione periferica, l'ipotensione e la fuoriuscita di fluidi intravascolari nei tessuti.

