Recchia, calzolaio da generazioni Addio al maestro delle cinture

23 Gennaio 2016

CHIETI. Da ieri gli angeli hanno un maestro in più che insegna loro l'arte dell'onestà. Leonardo Recchia se n'è andato via per sempre all'età di 82 anni. Era un artigiano d'altri tempi perché alla...

CHIETI. Da ieri gli angeli hanno un maestro in più che insegna loro l'arte dell'onestà. Leonardo Recchia se n'è andato via per sempre all'età di 82 anni. Era un artigiano d'altri tempi perché alla passione per il suo lavoro sapeva unire il rispetto del cliente che accoglieva sempre con un sorriso come quello del papa buono. Le sue cinte erano le più belle mai viste in città perché realizzate con amore. Per mezzo secolo le ha create riuscendo ad essere artigiano e commerciante al tempo stesso. Giunse a Chieti da Catignano indossando una divisa da carabiniere. Era un uomo alto e atleticamente dotato, Leonardo Recchia, e quel giorno che si presentò a Gino Di Tizio, giornalista e grande allenatore di basket, gli fu facile entrare nella mitica Stella Azzurra, l'antesignana della pallacanestro teatina che militava in serie B. Ma quell'uomo possente e buono aveva già nelle mani l'arte del saper tagliare e cucire la pelle per trasformarla non solo in cinture di qualità ma anche in borse per medici, avvocati e signore della Chieti bene, in portafogli e guanti.

Un'arte che Recchia aveva nel Dna perché il nonno e il papà erano calzolai. Così, negli anni Settanta, aprì il primo negozio, la “Casa della cintura”, in via Principessa di Piemonte, per trasferirsi poi in via Vezio Marcello dove il profumo, intenso e acre, della pelle nuova ti accoglieva insieme a un sorriso buono. “Il cliente viene prima di tutto”, ripeteva ai figli. E Paolo, uno di loro, lo ricorda con questa frase. Con orgoglio racconta che fino a un anno fa, papà Leonardo ha continuato a fare cinture. Una parola per lui magica, l'ultima che ha pronunciato prima di chiudere per sempre gli occhi.

Alle 17 di ieri, le saracinesche sul Corso del bel negozio del figlio Donato si sono abbassate. E quella vasta parte di Chieti, che ha la qualità del rispetto e il sentimento della passione, si è stretta intorno alla vedova Lilla e ai figli Donato, Paolo, Emanuela, Miriam e Davide. Domani, alle 14,30, nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova a Colle Marcone, l'ultimo saluto al maestro delle cinture che con un sorriso insegnava ad essere onesti. (l.c.)

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