Recinto e bancarelle a distanza il mercato diventa blindato

Da martedì prossimo si riparte ma solo con gli ambulanti del settore alimentare Vigili urbani e protezione civile schierati ai varchi: si entra solo con la mascherina
CHIETI. Entrate contingentate, recinzioni e chiusure lungo tutto il percorso, distanza di due metri e mezzo tra i banchi degli ambulanti, vigili urbani e protezione civile sul campo per controllare chi sgarra: sono le nuove regole dei mercati ai tempi del coronavirus e il Comune si prepara. Ieri mattina c’è stato un primo sopralluogo, in vista della prima parzialissima riapertura di martedì prossimo, quando torneranno i soli banchi alimentari. «Da martedì riaprono le sezioni dedicate ai generi alimentari», conferma l’assessore Carla Di Biase, «abbiamo deciso di cogliere al volo la possibilità che ci offre l’ordinanza 54 del presidente della Regione di tornare a far lavorare almeno questi ambulanti all’interno dei mercati rionali. E vogliamo anche capire come poter dare il via alle riaperture totali dei mercati, non appena le regole anti-contagio lo permetteranno». Il sopralluogo di ieri mattina si è svolto alla presenza della Di Biase, del vicesindaco Giuseppe Giampietro, di una delegazione di ambulanti, dei rappresentanti dei vigili urbani e del dirigente comunale Valeriano Mergiotti. «Il problema non è la riapertura di martedì prossimo solo per i generi alimentari, che rappresentano una piccola parte dei mercati», dice Di Biase, «quanto la riapertura totale. E su questo tema abbiamo messo in campo una serie di proposte che stiamo valutando insieme agli ambulanti. Perché è evidente che, con le regole del distanziamento sociale, il mercato non sarà più quello di una volta».
Per quanto riguarda le bancarelle alimentari, trattandosi di pochi banchi, la regola del distanziamento non pone problemi. La vera sfida sarà riaprire il mercato intero. Cosa che potrebbe essere consentito molto presto. E anche in questo caso il Comune vuole farsi trovare pronto. Per questa ragione ieri mattina, piantine alla mano, sono state prese le misure delle diverse sedi dei mercati e delle possibili alternative. Sono state valutate, infatti, anche ipotesi di spostare, almeno temporaneamente, le sedi di quei mercati che non garantiscano gli standard di sicurezza per poter riaprire. Le regole, infatti, prevedono che oltre a una distanza di due metri e mezzo tra i banchi, il mercato andrà transennato e aperto con un percorso obbligato di entrata e uscita. Per evitare gli assembramenti le presenze saranno contingentate. «In uno scenario di questo genere», spiega l’assessore, «abbiamo chiesto aiuto alla Protezione civile oltre che ai vigili urbani, che controlleranno ingresso e uscita». I mercati potranno essere attraversati a senso unico e, quando si sarà raggiunto il massimo di presenze, verrà bloccata l’entrata. Dopo la ricognizione di ieri, sembra che sia il mercato di corso Marrucino quello più problematico. A causare problemi sono le traverse d’accesso e la mancanza di spazio. Per questo motivo si pensa di cambiare sede e magari spostare tutto alla villa comunale. Uno spostamento ci potrebbe essere anche per il mercato di piazza Garibaldi. La situazione potrebbe risultare più agevole per il mercato di via Amiterno allo Scalo.

