Reddito di cittadinanza, 57 furbetti C’è una donna con la villa al mare

8 Aprile 2021

Dallo spacciatore di cocaina alla moglie del mafioso: ecco chi percepiva il beneficio illecitamente Le fiamme gialle: «Scoprendo gli imbrogli viene garantito il sostegno a chi ha veramente bisogno»

CHIETI. Dalla donna con la villa al mare ai giocatori d’azzardo che nascondono le vincite. Dallo spacciatore di cocaina pizzicato con 4mila euro in contanti alla moglie del mafioso accusato anche di traffico di droga. C’è di tutto nell’elenco dei 57 furbetti del reddito di cittadinanza scoperti dalla guardia di finanza di Chieti, nell’ultimo anno, in collaborazione con l’Inps. Complessivamente, gli indagati hanno percepito indebitamente oltre 460mila euro.
Le irregolarità più frequenti, riscontrate dagli uomini del tenente colonnello Emiliano Sessa, sono relative «a discordanze tra situazione economica o patrimoniale auto-dichiarata nella domanda e quella effettiva, ma anche certificazioni Isee non veritiere, dipendenti in nero che dichiarano lo stato di disoccupazione, svolgimento di attività da parte di piccoli commercianti». Tra i casi scoperti dai finanzieri c’è chi possiede immobili e auto di lusso e chi si è separato in modo fittizio dal coniuge; chi ha omesso di indicare componenti del proprio nucleo familiare (come è avvenuto per la moglie del mafioso) e chi ha firmato false dichiarazioni di residenza per nascondere redditi e proprietà.
Le indagini hanno riguardato anche il settore delle scommesse, con il riscontro di vincite conseguite sulle piattaforme di gioco online. In tre, nonostante si fossero aggiudicati ricchi montepremi, in una circostanza persino di 88mila euro, hanno attestato «uno stato di indigenza del nucleo familiare non veritiero per ottenere il beneficio». L’elenco dei furbetti comprende anche un pusher che non ha interrotto la sua attività neanche in zona rossa: in casa nascondeva 35 grammi di cocaina e 70 di hashish.
Incrociando i dati degli uffici giudiziari e l’anagrafe dei Comuni, emerge che altre cause di esclusione dal beneficio hanno riguardato «la mancata certificazione di precedenti penali o la fittizia residenza in un immobile in affitto», per la quale sarebbe previsto un rimborso dallo Stato. Una delle persone denunciate non ha indicato «gli ingenti ricavi generati dalla locazione di unità immobiliari possedute tramite una società a lui riconducibile». Le case affittate, una quindicina su 40 appartamenti e terreni intestati, hanno permesso alla famiglia del beneficiario di incassare qualcosa come 120mila euro all’anno. Una donna di Ortona, invece, prendeva il reddito di cittadinanza ma trascorreva weekend ed estati nella sua bella villa di San Vito Chietino: nel giro di 18 mesi, si è messa in tasca illecitamente circa 10mila euro.
Tutte le posizioni irregolari sono state segnalate all'Inps di Chieti per l'immediato blocco del redditto di cittadinanza, la disattivazione della carta di pagamento e il recupero delle somme percepite. I beneficiari sono stati denunciati alla Procura per aver presentato una dichiarazione contenente dati falsi, omessi o incompleti: adesso rischiano la reclusione da uno a tre anni. «In materia di spesa pubblica», spiegano dal comando provinciale della guardia di finanza, guidato dal colonnello Serafino Fiore, «il contrasto dei comportamenti illeciti permette di garantire il sostegno delle fasce più deboli della popolazione, tenuto conto anche dell’emergenza Covid in corso».
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