Referendum, lite tra liste sulla raccolta firme

20 Settembre 2015

Guardiagrele. Caramanico: un assessore ci ha proposto l’iniziativa insieme, poi è arrivato il dietrofront

GUARDIAGRELE. Mancati accordi tra l’amministrazione comunale e la lista di opposizione “Insieme si può”, hanno fatto saltare domenica scorsa la raccolta di firme, organizzata da quest’ultima formazione per la promozione di otto quesiti referendari, riguardanti alcuni punti della legge elettorale, del jobs act, della “buona scuola” e del “decreto sviluppo” sulle trivellazioni in mare. «Per la nostra petizione», osserva il consigliere comunale Franco Caramanico, «era già tutto pronto. Un assessore comunale, venuto a conoscenza della nostra iniziativa, essendosi organizzato per lo stesso obiettivo, ha però proposto a un nostro delegato, di presentare un unico tavolo di raccolta, considerando che sarebbe stato assurdo raccogliere le firme su tavoli separati, solo perché seduti su fronti opposti in consiglio comunale».

Caramanico, evidenzia però che, subito dopo, l’accordo verbale è saltato per qualcosa andato storto. «Sabato pomeriggio», spiega Caramanico, «abbiamo infatti ricevuto una chiamata dal comitato promotore del referendum che ci comunicava che tutto era saltato a causa di un improvviso ripensamento della lista di maggioranza “Guardiagrele il bene in Comune”. Allibiti», osserva Caramanico, «abbiamo risposto che sicuramente ci sarebbero state altre occasioni per organizzare la petizione».

Secondo il consigliere di “Insieme si può”, l’episodio, fa sorgere alcune domande. «Viene infatti da chiedersi», sottolinea Caramanico, «quanto siano attendibili le parole del sindaco Simone Dal Pozzo, quando parla di aperture alle opposizioni per obiettivi condivisi. In una dichiarazione di inizio mandato», ricorda Caramanico, «il primo cittadino, affermava di aver offerto e chiesto collaborazione alle opposizioni, senza ricevere risposte. Ora, alla prova dei fatti», osserva Caramanico, «chi è che non offre la propria collaborazione?». Caramanico, si domanda poi, quanto contano le parole di un assessore della giunta, se poi queste vengono rimangiate subito dopo dal gruppo di cui lo stesso fa parte. «Per caso», conclude Caramanico, «ci sono assessori di serie A ed altri di serie B ? Chi è poi all’interno di “ Guardiagrele il bene in Comune” che non ha voluto la nostra partecipazione al banchetto?». Secondo Caramanico non si può far altro che constatare la totale chiusura dell’amministrazione comunale per le azioni importanti da sostenere per il bene comune, a dispetto dei proclami di apertura e cambiamento che la stessa ha sempre gridato».

Giovanni Iannamico

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