Rems nell’ospedale Il Tar: il ministero dica se è compatibile

GUARDIAGRELE. Il Tar Abruzzo, nell’udienza di mercoledì scorso sul ricorso presentato contro la collocazione della Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) nell’ospedale...
GUARDIAGRELE. Il Tar Abruzzo, nell’udienza di mercoledì scorso sul ricorso presentato contro la collocazione della Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) nell’ospedale Santissima Immacolata, si è pronunciato con l’ordinanza n. 85/2015 con la quale ha demandato al ministero della Giustizia la nomina di una commissione di tre membri per verificare la compatibilità della struttura con il presidio ospedaliero. Il provvedimento del tribunale invita la Asl a non procedere oltre nei lavori. Il Tar ha ritenuto inoltre necessario verificare se sia vantaggioso procedere in una operazione provvisoria in vista della definitiva collocazione della Rems a Ripa Teatina.
«Condividiamo la battaglia di civiltà per l’eliminazione degli Opg», osserva il candidato sindaco Simone Dal Pozzo, «ma sappiamo anche che le misure provvisorie sono in discussione a livello nazionale. Non tutte le Rems sono state infatti attivate. Anzi, si parla di un ripensamento, visto che il numero delle persone coinvolte è inferiore alle stime iniziali». La commissione ministeriale dovrà riferire al Tar entro luglio e il ricorso sarà discusso a settembre. «Poichè abbiamo sempre ritenuto che la vicenda della Rems è connessa al destino del nostro ospedale», continua Dal Pozzo, «utilizzeremo questo mese per riprendere il dialogo con la Regione, a cui fa capo la programmazione sanitaria in vista dell’auspicata uscita dal commissariamento. La difesa dell’ospedale», conclude Dal Pozzo, «è la difesa del diritto alla salute, in un’area in cui la soppressione dei posti letto, senza l’attivazione dei servizi necessari e senza la garanzia di servizi di pronto soccorso ed emergenza h 24, significherebbe mortificare il diritto alla salute».
Per il sindaco Sandro Salvi: «I giudici hanno compreso a pieno quanto da noi impugnato. Ho sempre sostenuto l’incompatibilità della Rems con le strutture sanitarie. Per cui la nomina di tre Ctu ci rende tranquilli e sicuri per il futuro sviluppo del giudizio».
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