Reparti di ospedale al Negri Sud «Così sarà la fine del Renzetti»

L’opposizione consiliare boccia l’idea della Asl di trasferire anche gli uffici nell’ex centro di ricerca Menna (Provincia): istituito un tavolo tecnico, ma la proposta deve passare all’esame del consiglio
LANCIANO. «I reparti del Renzetti non vanno trasferiti, sarebbe la morte dell’ospedale». Sono perplessi i consiglieri di minoranza Leo Marongiu, Giacinto Verna e Piero Cotellessa rispetto al progetto della “Cittadella dei servizi” della Asl che prevede di spostare negli edifici dell'ex Mario Negri Sud a Santa Maria Imbaro, gli uffici amministrativi, tecnici e di staff che la Asl ha a Lanciano in via Spaventa, la farmacia territoriale e il laboratorio di patologia clinica e anatomia patologica che sono nel presidio ospedaliero (durante i lavori per la costruzione del nuovo Renzetti) e il centro lavorazione e stoccaggio sangue che doveva essere costruito nell’ospedale. «Sarebbe più logico creare la casa di comunità nell’ex istituto di ricerca e lasciare intatto, potenziandolo, il Renzetti. Così si assicurerebbe un servizio sanitario migliore a tutto il territorio» dicono i consiglieri. Il progetto, che ha avuto il benestare del sindaco Filippo Paolini, desta perplessità anche sulla fattibilità tecnica ed economica. «C’è un tavolo tecnico in Provincia che vaglierà il progetto Asl assieme a quello di altri due privati intenzionati all’acquisto dell’ex Negri Sud», taglia corto il presidente della Provincia, Francesco Menna.
LA MINORANZA«Si rilancia il Negri Sud con qualche ufficio amministrativo e il trasferimento temporaneo di reparti dell’ospedale? Non credo». La riflessione è di Leo Marongiu, segretario provinciale Pd, commentando l'idea Asl di spostare nell’ex centro di ricerca chiuso dal 2015 gli uffici amministrativi di via Spaventa, dove l'azienda stessa vuole creare una casa di comunità, e alcuni reparti dell'ospedale Renzetti. «Se ci fosse la casa di comunità a Santa Maria Imbaro, con tutti gli ambulatori del distretto, allora sì che il centro rinascerebbe e farebbe rete con l’ospedale», precisa Marongiu. «Sono per implementare i servizi sanitari, ma non a svuotare l’ospedale al servizio del territorio», aggiunge Verna (Azione). C’è la sensazione di un accanimento della Asl contro il Renzetti: che senso ha trasferire anatomia patologica? È fondamentale ad esempio negli interventi: se serve un esame istologico durante un’operazione non è che si può prendere il vetrino, andare a Santa Maria Imbaro e poi tornare indietro. Inoltre lo spostamento dei reparti è una conseguenza del progetto folle di costruire il nuovo ospedale col "cuci e scuci" del manager Asl Thomas Shael». Per i consiglieri con il progetto del monoblocco sul lato obitorio che avevano proposto, non si creerebbe nessuna commistione con l'ospedale vecchio e non servirebbe trasferire i reparti. «Basta utilizzare l'area del parcheggio interno, dell'obitorio e della medicina nucleare per costruire il nuovo ospedale senza trasferire per decenni reparti a Santa Maria Imbaro e negli altri ospedali Asl», chiude Cotellessa (Uniti X Lanciano). «Invece si prosegue con un progetto errato di demolizione e ricostruzione che terrà il Renzetti per 20-30 anni non utilizzabile, a parte il pronto soccorso. E alla fine lo chiuderanno».
LA PROVINCIA«È stato istituito un tavolo tecnico con dirigenti e tecnici della Provincia per valutare la proposta della Asl», risponde il presidente della Provincia, Menna, chiamato perché l'ente è proprietario dell’immobile che vale 13 milioni di euro. «Ci sono anche altre due proposte dei privati per acquistare il complesso, mentre la Asl vuole un comodato gratuito per 30 anni che creerebbe anche il problema dell’Imu da 150.000 euro annue che la Provincia non può pagare altrimenti ci sarebbe un danno erariale. Sono valutazioni che faremo con i tecnici e poi la proposta deve passare al vaglio del consiglio provinciale».
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