Resort, ultimatum scaduto Pagliaroli annuncia denunce

SAN VITO. «Nessun risposta. Nessun segnale o azione dopo la diffida. Vorrà dire, con rammarico, che andrò avanti e la diffida da 7 milioni 771mila euro, si trasformerà in azione penale, in una...
SAN VITO. «Nessun risposta. Nessun segnale o azione dopo la diffida. Vorrà dire, con rammarico, che andrò avanti e la diffida da 7 milioni 771mila euro, si trasformerà in azione penale, in una denuncia, rivolta a tutto il consiglio comunale per omissioni di atti di ufficio». Gianni Pagliaroli, amministratore dell’ominimo gruppo immobiliare di Montesilvano ha detto basta. E visto che con l’amministrazione Catenaro non è riuscito ancora a realizzare dopo 7 anni, il resort, la struttura ricettiva a 5 stelle su Colle Foresta, ha intrapreso le vie legali. E ci ha trascinato l’amministrazione comunale rea, secondo lui, di non approvare definitivamente la variante al prg che trasforma il terreno agricolo di Colle foresta in turistico-ricettivo. Passo necessario perché senza la variante il resort, su cui Pagliaroli ha investito anni e soldi, non si realizzerà mai. Una battaglia “strana” visto che Catenaro sulla struttura ha puntato due mandati, perché la vede come opportunità di sviluppo turistico del territorio, di posti di lavoro e di introiti per le casse comunali. Una battaglia che va avanti da quanto l’iter della variante è stato bloccato mesi fa da un’inchiesta, non ancora chiusa, della Procura di Lanciano che ha sequestrato gli atti relativi alla variante e contestato alla maggioranza sanvitese il reato di abuso d’ufficio. Da allora nonostante due ricorsi, uno al riesame di Chieti e uno in Cassazione che hanno riconosciuto la piena legittimità del procedimento di variante, il Comune non si è mosso. Per una questione di rispetto verso la Procura non perché non creda nel resort. Un ritardo che Pagliaroli non ha gradito e che lo ha portato il mese scorso ad inviare una diffida: «Entro 30 giorni il Comune dovrà portare a compimento il procedimento amministrativo pena il risarcimento dei danni quantificati in oltre 7 milioni di euro». Il 30 giorni sono scaduti e il Comune non ha chiuso affatto il procedimento. «Incontrerò i miei legali, Marco Di Domenico e Giorgio Perroni a giorni» chiude Pagliaroli «e valuteremo l'azione cautelare da notificare a tutto il consiglio comunale di San Vito. Il passo successivo alla diffida è infatti la denuncia per omissione di atti d’ufficio».
Teresa Di Rocco

