Riabilitazione post ictus A Chieti il top del servizio

14 Gennaio 2016

L’Università “d’Annunzio” capofila del progetto promosso dall’Unione europea L’obiettivo: utilizzare tecnologie avanzate per rendere più autonomi i malati

CHIETI. Cinque anni per trovare la metodologia migliore per la riabilitazione post ictus, patologia che colpisce sempre più frequentemente e in età sempre meno avanzata, tanto da destare l’attenzione dell’Europa pronta ad intervenire con finanziamenti cospicui.

Un progetto europeo (il primo in assoluto nella categoria Pcp di Horizon 2020, nuovo strumento a favore della ricerca) assegna oltre 3.600.000 euro alle imprese che parteciperanno, su un totale di 5.189.730 euro, per approntare la soluzione (metodologie e macchinari sanitari) che assicuri la migliore ripresa dall’ictus. Il che significa poter tornare ad essere autonomi: dalla mobilità, alla manualità, alla parola. Una specie di “magia”, tanto è vero che il progetto europeo si chiama “Magic”. Ad aver vinto il bando sono stati 15 partner, italiani ed europei, tra cui c’è l’università d’Annunzio che avvierà concretamente l’iniziativa domani, con un incontro convocato per le 10 alla sede del Cumfer, il Centro universitario di medicina fisica e riabilitativa di viale Abruzzo. La scelta non è casuale, perché ad occuparsi del progetto europeo è stato proprio il centro universitario diretto dal professor Raul Saggini che è anche direttore scientifico del “Magic”.

A fare gli onori di casa insieme a lui ci saranno Rosa Bellomo, docente della d’Annunzio e medico responsabile del Servizio di riabilitazione, e Angelo De Luca, esperto di progettazione europea. All’incontro sono invitate autorità locali, regionali e nazionali e, soprattutto, le aziende del territorio interessate a partecipare al progetto. Sì perché, una volta che gli esperti di medicina riabilitativa (tra i partner ci sono anche gli Ospedali riuniti di Ancona e la Asl Torino 3) avranno stabilito qual è il top della riabilitazione post ictus, le aziende che si occupano di automazione industriale e, più in generale, di innovazione dovranno realizzare le migliori tecnologie a supporto della terapia riabilitativa. Il progetto, infatti, prevede una collaborazione con i privati che vanno coinvolti attraverso un metodo di selezione strutturato con standard europei, visto che ci sono finanziamenti sempre maggiori da assegnare alle imprese che partecipano ai vari livelli di selezione. Buone notizie anche per i pazienti colpiti da ictus che risiedono in regione: se rientrano in determinati criteri di inclusione stabiliti nell’ambito del progetto potranno essere assistiti gratuitamente al Cumfer che in questo settore si è già distinto per l’impiego di tecnologie avanzate e ottimi risultati e per questo motivo ha potuto partecipare al progetto. Alla fine dei cinque anni la nuova metodologia riabilitativa, con tutti i macchinari e le attrezzature necessari resteranno a disposizione della sanità regionale.

Il top della riabilitazione post ictus sarà, dunque, in Abruzzo. Come dire, una Ferrari che potrebbe essere a disposizione di tutti.

Arianna Iannotti

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