Riaperta la strada crollata Di Primio: servono fondi

Via Asinio Herio torna percorribile solo per i mezzi leggeri: ancora stop per bus e camion Il sindaco: la Regione ci dia soldi per investire sul dissesto idrogeologico e prevenire tragedie
CHIETI. Due giorni dopo la frana, via Asinio Herio riapre al traffico leggero. Per i mezzi pesanti, invece, bisognerà attendere ulteriori controlli. Dalle 19 di ieri le auto sono tornate a transitare su una delle arterie principali della città dove nella notte tra martedì e mercoledì si è aperta una voragine profonda quattro metri e larga un metro e mezzo. Dopo aver richiuso la buca con la breccia, ieri mattina gli operai del Comune sono tornati davanti al Grande Albergo Abruzzo e hanno asfaltato il tratto danneggiato della carreggiata. La strada è rimasta transennata per tutta la mattinata, poi in tarda serata, dopo ulteriori controlli, è stata revocata l’ordinanza di chiusura del traffico ai solo mezzi leggeri. «Per il traffico pesante dobbiamo fare altre indagini che ci dicano qual è il reale stato sotto il manto stradale», spiega il sindaco Umberto Di Primio, «perché lì sotto ci sono gallerie sotterranee datate nel tempo, alcune delle quali sono state messe già in sicurezza. Le indagini ci diranno quanto lavoro dovremo fare e quali saranno i primi interventi da eseguire per tranquillizzare tutti quelli che percorrono questa strada». Per riaprire la strada anche agli autobus e ai camion, dunque, servono prima altre verifiche anche perché questo tratto di strada è a rischio e già nel 2015 si aprì un’altra voragine non poco lontana dall’ultima. «Domani (oggi per chi legge, ndc) faremo ulteriori ispezioni nei cunicoli sotterranei e poi decideremo se riaprire la strada anche ai mezzi pesanti», dice Di Primio, che lunedì incontrerà i funzionari della Regione per valutare la possibilità di utilizzare subito quel milione di euro del vecchio Progetto Chieti, voluto dall’allora onorevole Giovanni Pace per il dissesto ideologico, che non è stato ancora speso. «Per consolidare la collina, Pace fece arrivare a Chieti i fondi per risanare diversi versanti collinari, ma non quest’area specifica», ricorda Raffaele Di Felice, assessore ai lavori pubblici. «Nelle casse della Regione c’è ancora un milione di euro del vecchio Progetto Chieti voluto da Pace che non è stato ancora speso. Da due anni richiedo quei soldi che non sono mai arrivati».
E Di Primio torna a chiedere fondi alla Regione anche per fare prevenzione sul dissesto idrogeologico in una città martoriata da frane e voragini. La lista è lunga: via Silvino Olivieri, piazza Garibaldi, via Carusi, via della Liberazione, via Ricci, via Porta, via Peligni, via Santarelli. «In questi ultimi anni», dice Di Primio, «abbiamo ottenuto dalla Regione due finanziamenti per due emergenze, ma non per fare prevenzione. Quello che chiedo al nuovo governo regionale è che ci sia una corsia preferenziale per quegli enti che vogliono fare prevenzione sul dissesto idrogeologico. Ogni euro investito in questo senso vale 10 euro che vengono invece usati per riparare ai danni da dissesto idrogeologico. Basterebbe fare questo calcolo», conclude il sindaco, «per comprendere come, con meno soldi, possiamo avere un risparmio economico ma soprattutto città più sicure. Dobbiamo tornare a lavorare su questo tema».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

