Riaperti i cancelli dopo le ferie Resta l’incubo dei 500 esuberi

24 Agosto 2021

Denso, slitta di qualche giorno il vertice in azienda programmato per ieri dopo l’incontro al ministero Pilkington, si valuta il ricorso ai prepensionamenti per sfoltire il personale che ha maturato i requisiti

SAN SALVO. Dopo tre settimane di ferie, hanno riaperto ieri i cancelli dei colossi industriali di Piana Sant'Angelo. All'orizzonte per Denso e Pilkington un futuro pieno di incognite e cambiamenti. Il 2021, complice il Covid e la crisi del settore automotive, è stato un anno drammatico. A giugno Denso ha dichiarato 200 esuberi, Pilkington 300. Per il colosso vetrario sono poi arrivate importanti novità che hanno riacceso le speranze dei lavoratori. Della vicenda Denso si è discusso anche alla vigilia di Ferragosto.
DENSO Un aiuto ai 200 esuberi sono 65 contratti di espansione che prevedono la pensione anticipata di 5 anni per altrettanti lavoratori. Restano da gestire altri 135 esuberi. Dopo l'incontro al ministero del Lavoro, ieri era in programma un nuovo vertice in azienda, ma è slittato di qualche giorno. Al centro della discussione anche il piano industriale, uno strumento fondamentale per il futuro della fabbrica di Piana Sant'Angelo. Non a caso il Segretario nazionale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, ha chiesto alle istituzioni di fare quadrato con il sindacato per dare un futuro alla Denso di San Salvo. A fine giugno, nel corso del consiglio generale della Fim-Cisl di Abruzzo e Molise, Uliano ha ribadito che servono azioni di sostegno per il settore utilizzando i fondi europei, ma nello stesso tempo bisogna intervenire sulle multinazionali della componentistica come la Denso per pretendere responsabilità sociale nella gestione del passaggio dalle motorizzazioni endotermiche a quelle elettriche. D’accordo con lui è il segretario provinciale, Primiano Biscotti. «Non può succedere che a San Salvo», annota la Fim-Cisl, «il gruppo Denso non assegni prodotti relativi alle motorizzazioni elettriche che rappresenteranno il futuro nel settore. Il rischio che noi vediamo è che agli esuberi dichiarati nel 2021 di circa 200 unità si aggiungano nei prossimi anni ulteriori riduzioni di dimensioni tali da compromettere le prospettive future dello stabilimento».
PILKINGTON Giorni di attesa anche per i lavoratori del colosso vetrario. A fine luglio Pilkington ha parlato di grandi strategie aziendali. Lo scampato spegnimento del forno float è stato un passaggio importante che ha in qualche modo smentito chi teme un ridimensionamento della fabbrica abruzzese. Cgil, Cisl e Uil avevano parlato di «ulteriore dimostrazione di fiducia per il sito di San Salvo». La riparazione a caldo del Float SS2, unita agli oltre 50 milioni di investimenti effettuati con l'ultimo piano industriale, rappresentano per i sindacati uno stimolo a continuare il confronto per uscire dalla crisi generata dalla pandemia che ha prodotto una drastica riduzione delle immatricolazioni di auto in Europa. Il gruppo Nsg si è visto costretto ad avviare un programma di trasformazione per ridurre i costi fissi. Anche alla Pilkington, come per la Denso, sarà valutato l'accesso ai contratti di espansione per fare in modo che i 300 esuberi possano trasformarsi, almeno in parte, in prepensionamenti. I sindacati faranno il possibile affinché nessun lavoratore esca dalla fabbrica in modo forzoso. Il contratto di espansione può aiutare. Settembre sarà un mese di incontri e trattative nel corso delle quali si cercherà di creare anche le condizioni per un ricambio generazionale. Al momento i sindacati non si pronunciano. Il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio, è tuttavia al lavoro da mesi per evitare traumatiche decisioni.(p.c.)
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