Riapertura ospedale per il Covid «No, meglio allestire Chirurgia»

ATESSA. «Bene l'apertura di Atessa, ma deve avere un indirizzo chirurgico e rimanere libero dal coronavirus»: ad affermarlo è il vicepresidente della commissione sanità in Regione, Francesco...
ATESSA. «Bene l'apertura di Atessa, ma deve avere un indirizzo chirurgico e rimanere libero dal coronavirus»: ad affermarlo è il vicepresidente della commissione sanità in Regione, Francesco Taglieri (M5S) che aggiunge: «Siamo già adesso in ritardo di una settimana per l’attivazione della struttura, che non sarà pronta a ospitare casi di coronavirus fino al 6 aprile. Un ritardo grave, che non farà che aumentare il caos che regna nella Asl Lanciano Vasto Chieti».
La trasformazione del San Camillo in Covid-ospedale si incastra con gli altri presidi della provincia. «È notizia di oggi che due postazioni di Terapia intensiva sono state trasferite dall’ospedale di Lanciano a quello di Chieti e quest’ultima struttura si trova a un passo dalla saturazione. Il Renzetti ha ormai perso da giorni la propria identità, inizialmente indicata dalle istituzioni regionali, punto di riferimento per la chirurgia del territorio e struttura Covid free. Non solo», prosegue Taglieri, «ma è persino diventato un focolaio a sé, con casi positivi registrati in Ortopedia, Utic-Cardiologia e Medicina. Adesso, per provare a mettere una pezza a questi evidenti errori, l’ultima soluzione pensata dalla Asl, di concerto con la giunta regionale di centrodestra, è quella di riattivare l’ospedale di Atessa, affinché possa ospitare pazienti positivi al Cvid-19 con diverse intensità di cura. Un’ipotesi che accogliamo con favore, ma di cui non condividiamo l’indirizzo. Atessa», precisa Taglieri, «ha sale operatorie nuove, ristrutturate negli ultimi anni investendo diversi milioni di euro. Logica vorrebbe che questo presidio, avendo meno affinità con la gestione delle emergenze, tra carenza di personale, di anestesisti e macchinari vecchi, rispetto a quella delle operazioni, diventasse punto di riferimento chirurgico sul territorio, tenendola libera dal coronavirus. Ciò avrebbe consentito a Lanciano di diventare a tutti gli effetti un ospedale Covid-19 e, una volta attuate tutte le misure per proteggere la salute del personale, alleggerire il lavoro di Chieti. Invece, con la soluzione che sarà attuata, l’ospedale teatino rimarrà saturo di pazienti, quello lancianese sarà ancora senza un indirizzo chiaro e Atessa perderà la possibilità di restare pulito dal coronavirus».
Per il consigliere comunale Atessa, Emilio Falcone (M5S), «quello di Atessa si conferma essere un presidio fondamentale, e gli investimenti, che arriveranno per affrontare il coronavirus, dovranno servire a potenziare la struttura affinché diventi punto di riferimento anche a emergenza conclusa».
«In un momento così delicato», conclude Taglieri, «non possiamo permetterci né di attendere ulteriormente per l'apertura della struttura di Atessa». (m.d.n.)
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