Riapre il depuratore a San Martino «Così riduciamo l’inquinamento»

Il presidente della Regione al Consorzio di bonifica: «Abbiamo conseguito risultati importanti» Inaugurata la centrale idroelettrica Val di Foro: si punta a coprire il fabbisogno di oltre 500 famiglie
CHIETI. Un primo passo verso la riduzione dell’inquinamento sul territorio e che garantisce la salvaguardia di fauna e flora del fiume Pescara. Ha riaperto ieri mattina il centro depurativo di San Martino, in località Salvaiezzi, a Chieti Scalo. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Marco Marsilio, affiancato dal commissario regionale del Consorzio di bonifica centro, Daniela Valenza, e dai dirigenti del Consorzio. Ma non è stata l’unica buona notizia della giornata: a Villamagna, ieri dopo 25 anni è stata inaugurata la centrale idroelettrica Val di Foro.
IL DEPURATORELa riattivazione del depuratore per conto di privati è partita dalla seconda settimana di settembre 2023 e si prospetta come uno dei pochi impianti del centro Italia reflui che, diversamente, potrebbero essere abbandonati o scaricati in acque o al suolo. «Abbiamo conseguito risultati importanti in questi mesi con il Consorzio di bonifica che aveva una serie di problemi strutturali molto importanti», dice Marsilio all’arrivo, «quindi riavviare e rinforzare l’attività del centro di depurazione ha anche una forte valenza ambientale, si riduce l’inquinamento. Dopo 25 anni di chiacchiere e di vicende burocratiche e amministrative riapre la centrale idroelettrica in Val di Foro, si stanno concretizzando gli annunci che abbiamo dato in questi mesi e nelle ultime settimane con affidamenti di appalti, contratti e lavori». La commissaria del Consorzio Valenza, che ha gestito l’ente a partire da luglio scorso, dopo aver ringraziato il suo predecessore Mario Battaglia e la struttura per il supporto ricevuto, ha precisato che «sono già operative 18 unità lavorative e sono concrete le prospettive di crescita occupazionale anche in considerazione del fatturato complessivo dell’impianto, pari a 2 milioni 500 mila euro, circostanza che potrebbe incidere positivamente sulla riduzione dei tributi».
LA CENTRALE IDROELETTRICA Dopo 25 anni è stata inaugurata ieri la centrale idroelettrica di Villamagna, definita dal presidente Marsilio come «una bella storia di successo, frutto di un impegno da parte del Consorzio e della Regione che hanno saputo riattivare un impianto di produzione di energia pulita visto che parliamo di idroelettrico». L’impianto consente infatti l’utilizzo, a scopo idroelettrico, dell’acqua derivata ad uso irriguo e distribuita su un comprensorio di oltre 1.100 ettari. In particolare, vengono utilizzate le acque del bacino di invaso, il cosiddetto troppo pieno, non assorbite nell’istante dall’utenza. Acque che, prima di essere rilasciate nel corso d’acqua, vengono turbinate senza apportare nessuna modificazione chimico-fisica alla risorsa idrica. La stima di produzione dell’impianto, che ha ottenuto la validazione anche da parte del gestore dei servizi energetici, «è pari al fabbisogno di circa cinquecento famiglie», spiega Stefano Tenaglia, direttore generale Consorzio. Un fabbisogno però destinato a crescere, tanto da riuscire a coprire «l’intero Comune di Villamagna e, secondo i tecnici, anche evolversi in una Comunità energetica», continua Tenaglia che ricorda la storia dell’impianto. «È stato finanziato nel 1998», racconta Tenaglia, «poi realizzato e messo in funzione solo una dozzina di anni dopo, nel 2010 funziona per appena due ore ma poi si sono rotte alcune condotte».

