«Riaprite Medicina in ospedale»

27 Marzo 2018

“Diritto è Salute”: il sindaco Dal Pozzo lotti per la dignità dei malati

GUARDIAGRELE. Tra il sindaco Simone Dal Pozzo e l’associazione Salute è Diritto, è botta e risposta sulla vicenda ospedale.
«Da semplici cittadini», sottolineano i membri del sodalizio, «ci chiediamo come possa essere possibile che un sindaco utilizzi sempre un tono di attacco nei confronti di suoi cittadini che sollecitano solo la tutela del diritto alla salute. Noi chiediamo semplicemente che nel nostro ospedale vengano ripristinati almeno i reparti di Pronto soccorso, Medicina e Lungodegenza, non per capriccio, ma perché questi reparti rappresentano una sicurezza per gli abitanti del territorio. Purtroppo», osservano i componenti del sodalizio, «il primo cittadino, fa finta di capire che a lui la gente chieda una mega struttura ospedaliera, o meglio, come l’ha più volte definito, uno “stabilimento”». Diritto è Salute precisa, invece, che la propria richiesta è solo quella di far ripartire un ospedale di piccole dimensioni, in grado però di assicurare la dignità del malato.
«Crediamo», sottolineano i componenti del sodalizio, «di non stare a chiedere la luna. Constatando poi che l’ospedale di Chieti è ormai al collasso, invitiamo il sindaco a farsi sentire da chi di dovere, per chiedere che all’ospedale di Guardiagrele vengano ripristinati i posti di Medicina, cosi come l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, ha assicurato ad Ortona. Il sindaco Dal Pozzo dovrebbe alzare il suo tono di voce, se vuole bene ai suoi cittadini. Infine», aggiungono i componenti dell’associazione, «teniamo a precisare che il nostro primo cittadino, negli incontri svolti per l’ospedale, non ha mai utilizzato come richiesta da avanzare per la struttura il termine di “Ospedale di area disagiata”. Se è vero, come afferma lui stesso, che è in prima linea per l’ospedale, sarebbe allora opportuno che cominciasse ad utilizzarlo. Noi, semplici cittadini», concludono i componenti del sodalizio, «continueremo a lottare finché il nostro ospedale non sarà riaperto».
Giovanni Iannamico
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