Riaprono le aziende ma è allarme «In ginocchio per il caro bollette»

27 Agosto 2022

Pilkington va avanti con la cassa integrazione, alla Denso si studia la riorganizzazione contro i rincari Gli imprenditori dell’AssoVasto: in difficoltà anche le piccole imprese. I sindacati: subito una soluzione

VASTO. Ritorno dalle ferie sotto il peso del caro bollette per le aziende del Vastese. L’aumento inarrestabile del prezzo del gas e della corrente rischiano di provocare un autunno di crisi. «Ci saranno inevitabilmente riduzioni nelle produzioni», conferma il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana. Gli imprenditori confidano in un intervento del governo e i sindacati non nascondono la preoccupazione. «La preoccupazione è grande e generale», dice Primiano Biscotti, segretario della Fim Cisl . Pilkington continua a ricorrere agli ammortizzatori sociali e, in questa estate, le ferie sono state più lunghe del solito. I cancelli della fabbrica di Piana Sant’Angelo sono rimasti chiusi dal 26 luglio al 23 agosto. Il colosso del vetro davanti al lievitare dei costi energetici dovrà adesso necessariamente rispondere con soluzioni mirate. Anche la Denso deve fare i conti con i rincari.
Le piccole e medie aziende del territorio associate ad AssoVasto stanno vivendo un momento drammatico. Oltre al caro energia, dovranno combattere anche con la mancanza delle materie prime: «Serve una soluzione e in fretta», chiede l’AssoVasto. «La cosa più triste e allarmante», dicono Alessandro Grassi e Giuseppe La Rana, presidente e direttore di AssoVasto, «è che prevediamo che gli aumenti dei costi dell’energia, gas e carburante saranno un problema con cui dovremo convivere per almeno un anno. In questa situazione diventa impossibile mantenere gli ordinativi. L’innalzamento dei costi dell’energia, unito alle già esistenti difficoltà di reperimento delle materie prime, sta provocando un brusco rallentamento nella ripresa delle attività. Purtroppo alcune realtà stanno valutando periodi di fermate collettive. Questo sarà un quadrimestre difficilissimo per le aziende».
Per mantenere i forni e gli impianti accesi, la Pilkington è costretta a subire rincari pesantissimi sia di gas che di energia elettrica. I costi sostenuti vanno ad aggravare il bilancio e penalizzano l’azienda in termini di concorrenza. «Tutte le multinazionali sono in difficoltà», ricorda Emilio Di Cola (Cgil), «le grandi aziende tuttavia hanno maggiori possibilità a investire nella produzione di energia». La cassa integrazione straordinaria è stata un grande aiuto ma non basta.
La Denso sta vivendo un periodo di riorganizzazione interna senza precedenti. La dirigenza punta al pareggio di bilancio entro il 2023. Un obiettivo che diventa sempre più difficile da raggiungere. «È assolutamente necessario trovare un rimedio», insistono Cgil, Cisl e Uil. Nonostante l’automotive rappresenti il primo settore industriale italiano, mancano ancora oggi, una regia ed una strategia per uscire dalla crisi. La Denso ha grandi progetti sull’elettrico con Mazda e Toyota. La casa madre però non si pronuncia sulla localizzazione delle nuove produzioni. A detta dei sindacati per evitare un fenomeno migratorio della multinazionale anche i costi energetici andrebbero tenuti sotto controllo. A rischio centinaia di posti di lavoro. Il 31 agosto è in programma un incontro fra i dirigenti del colosso giapponese e i sindacati . I lavoratori non sono affatto tranquilli.