«Riassunto l’operaio licenziato ma era meritevole di sanzione»

28 Maggio 2017

ATESSA. «Il lavoratore licenziato dalla Tasso srl è stato immediatamente reintegrato sul posto di lavoro e non corrisponde al vero quanto asserito dal segretario provinciale della Fiom-Cgil, Davide...

ATESSA. «Il lavoratore licenziato dalla Tasso srl è stato immediatamente reintegrato sul posto di lavoro e non corrisponde al vero quanto asserito dal segretario provinciale della Fiom-Cgil, Davide Labbrozzi, che il dipendente, padre di famiglia, attendesse ancora di essere richiamato in fabbrica a seguito della sentenza del Tribunale del lavoro di Lanciano e di quella della Corte d'Appello dell'Aquila che gli hanno dato ragione».
A precisarlo è il legale dell'azienda del tessuto industriale della Val di Sangro, Stefano La Morgia.
«Il signor Mario Esposito», sottolinea l’avvocato della Tasso in una nota, «è stato licenziato in quanto sorpreso a svolgere attività lavorativa in proprio durante un periodo di assenza dal lavoro per malattia».
Esposito, che nella Tasso è anche rappresentante sindacale della Fiom-Cgil, era stato licenziato perché, a seguito di un controllo da parte di un’agenzia investigativa ingaggiata dall’azienda, era stato trovato a svolgere lavori di tinteggiatura presso terzi nel suo ultimo giorno di assenza per malattia.
Il lavoratore era affetto da gastroenterite e aveva svolto un’attività lavorativa molto limitata, per un totale di circa tre ore e mezzo. I giudici hanno ritenuto che nel caso specifico fosse sproporzionato il licenziamento, ma - specifica ancora il legale dell’azienda Tasso - sia il Tribunale di Lanciano che la stessa Corte di Appello hanno sancito che la condotta tenuta dal signor Esposito era meritevole di sanzione disciplinare in quanto contraria ai principi di correttezza e buona fede.
I giudici hanno quindi annullato il licenziamento del dipendente e obbligato l’azienda a reintegrarlo sul posto di lavoro, cosa effettivamente avvenuta, come precisato dal legale della Tasso, Stefano La Morgia.
Il segretario della Fiom, Davide Labbrozzi, aveva invece stigmatizzato l’atteggiamento dell’azienda che, come asserito dal sindacato, negava la riassunzione del dipendente nonostante le due sentenze espresse in suo favore.
Il sindacato era pronto anche ad azioni di protesta eclatante davanti ai cancelli della fabbrica e, tramite il legale della Fiom-Cgil, Domenico Sciorra, aveva presentato un ricorso e la richiesta di risarcimento dei danni in favore del lavoratore in questione. (d.d.l.)
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