Ricatti sessuali a una 80enne: «Paga o i tuoi figli vedranno i nostri video a luci rosse»

28 Aprile 2023

Un uomo di 29 anni più giovane è ora accusato di abusi, estorsione e stalking Il pm: per non diffondere le immagini, si è fatto comprare anche vestiti e profumi

CHIETI. Sulla soglia degli ottant’anni, si è ritrovata vittima del ricatto più odioso. «Facciamo sesso e paga, altrimenti diffondo i nostri video hard e li mostro anche ai tuoi figli»: questa frase racchiude il senso delle minacce che le faceva di continuo quell’uomo di 29 anni più giovane di lei con il quale aveva iniziato una relazione sfociata presto in abusi e intimidazioni. Ora M.D., di origini napoletane ma a Chieti da tempo, è accusato di una montagna di reati che vanno dalla violenza sessuale continuata all’estorsione, dagli atti persecutori alle interferenze illecite nella vita privata. Il sostituto procuratore Marika Ponziani ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. L’inchiesta dei poliziotti della squadra mobile è scattata dopo la denuncia presentata dalla pensionata teatina.
Nel 2017 l’uomo ha cominciato a frequentare l’abitazione della donna per fare dei piccoli lavori. E da quell’amicizia è nata una storia. Quando lei ha deciso di troncarla, lui è accusato di averla comunque costretta «ripetutamente» ad avere rapporti intimi, «minacciandola, in caso di rifiuto, di divulgare video e foto a contenuto sessualmente esplicito» ritraenti la vittima e realizzati all’insaputa di quest’ultima. Tutto questo sarebbe andato avanti dal 2018 a giugno 2022. Terrorizzandola allo stesso modo, il cinquantenne l’ha obbligata a consegnargli 2.000 euro e a comprargli «capi di abbigliamento, un profumo, beni alimentari, piante, un televisore, un drone, una telecamera, casse acustiche e un microfono». M.D. ha chiesto con insistenza e ottenuto dall’ottantenne anche «somme di denaro di importo variabile, da 50 a 100 euro, con frequenza di due volte al mese», ricostruisce il pubblico ministero.
La procura ha deciso di contestare all’indagato anche il reato di stalking, perché ha tempestato l’anziana di telefonate, pure in forma anonima e più volte al giorno, «controllandone sistematicamente gli spostamenti». E non si è fermato qui: sempre in base alle accuse, ha installato – all’insaputa della vittima – una telecamera all’interno della sua abitazione, «procurandosi indebitamente notizie e immagini afferenti alla vita privata della donna», in modo tale da poterla avvicinare e insultare sulla pubblica via. Dopo che la pensionata ha denunciato tutto, lui l’ha minacciata di ritorsioni. Fatto sta che M.D., con questi comportamenti, ha provocato nell’anziana «un perdurante stato d’ansia e un giustificato timore per la propria incolumità», costringendola a lasciare l’abitazione in cui viveva e a chiedere temporaneamente ospitalità alla figlia.
L’indagato, difeso dall’avvocato Antonello Remigio, respinge le accuse. La vittima, assistita dall’avvocato Manuela D’Arcangelo, potrà costituirsi parte civile.
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